Su Senigallia si abbatte la scure dell’IVA

Dopo una stagione turistica che ha ridato ossigeno alle attività locali, si profila un autunno caldo

 SENIGALLIA –  Si profila un autunno molto caldo per le attività locali senigalliesi, già duramente provate dalla crisi. Ora su di loro si abbatte la scure dell’Iva. L’artigianato di servizio e il piccolo commercio, costituiscono circa il 40% dell’intera economia cittadina: questa importante fetta di imprenditoria, già vacillante, si troverà a gestire i costi relativi all’incremento dei prodotti e delle prestazioni.
“Pensavamo che il calo dei consumi registrato negli ultimi due anni, pari al 7,8%, unitamente alla diminuzione della spesa aggregata nazionale di ben 56 mld – dichiara il segretario della Cna di Senigallia Massimiliano Santini – fossero sufficienti per scongiurare un ulteriore scriteriato aumento dell’aliquota Iva, ma pare che questi segnali non siano abbastanza eloquenti per rinsavire una politica sorniona e torbida, ormai troppo distante e scollata dalla realtà economica e sociale”.
Secondo la Cna, l’introduzione della Tares e il mancato intervento sull’Imu per le aziende, associati all’aumento dell’Iva potrebbero rappresentare una combinazione letale per le imprese locali, che dopo l’entusiasmo legato alla stagione estiva, iniziano a mostrare concreti e preoccupanti segnali di cedimento. “Nel nostro territorio – prosegue Santini – insistono oltre 800 attività nei settori interessati da tale provvedimento e se le intenzioni verranno confermate, siamo certi che dovremo mettere in conto altre chiusure. Molte realtà in difficoltà verranno travolte dall’ulteriore abbattimento dei consumi domestici, indotte da uno stimato incremento sulla spesa media annua delle famiglie senigalliesi di oltre 150 euro”.
Questa volta la super-Iva interesserà tanti settori: dall’abbigliamento già falcidiato da anni di crisi, ai mobili ed elettrodomestici, dall’acconciatura e la profumeria al vino e al caffè, senza risparmiare il comparto tecnologico, sempre in controtendenza negli ultimi anni, e quello dei professionisti. Tuttavia la voce più invasiva ed impietosa come al solito sarà quella relativa ai carburanti e ai trasporti, sui quali si scaricherà circa la metà dei rincari previsti per le famiglie senigalliesi.
La Cna ha già in altre occasione manifestato ferma contrarietà a tale inspiegabile manovra, che   potrebbe addirittura avere un effetto boomerang sui conti della Stato, poiché con una capacità di spesa delle famiglie che si è progressivamente contratta, il crollo ulteriore dei consumi potrebbe generare una saldo negativo tra incremento dell’aliquota e il mancato gettito. Le piccole imprese non possono permettersi il lusso di assorbire tale aumento, poiché ciò significherebbe un ulteriore e fatale deterioramento della redditività aziendale.
 

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