Creazione d’impresa, credito e sostegno all’artigianato

Accoglienza positiva, seppur con un invito a guardare con maggiore coraggio al futuro del tessuto produttivo locale. È questo il commento della CNA Territoriale di Ancona in merito a “Marche per le imprese”, la misura appena varata dalla Giunta regionale che destina 6,9 milioni di euro, tra 2026 e 2027, a chi decide di avviare una nuova attività dopo un periodo di disoccupazione.

“Riconosciamo alla Regione il valore strategico di questi interventi,” sottolinea Massimiliano Santini, Direttore Provinciale della CNA di Ancona. “Sebbene le risorse economiche complessivamente stanziate siano contenute, la linea d’azione scelta è assolutamente condivisibile e utile a mantenere vivo un fondamentale presidio imprenditoriale sul nostro territorio. Non è un incentivo a pioggia: si rivolge a chi è disoccupato da almeno sei mesi, in una fascia d’età, 36-65 anni, dove reinventarsi professionalmente è più difficile, e premia chi lo fa nei borghi storici. È una selettività costruita su bisogno reale e territorio, non sulla semplice quantità di imprese nate, ed è la strada giusta.” Non è la prima volta che la Regione investe su questo fronte: negli ultimi dieci anni ha destinato circa 62 milioni di euro alla creazione d’impresa, sostenendo la nascita di circa 2.500 nuove attività e contribuendo a oltre 3.200 nuovi posti di lavoro.

In particolare, il Direttore Santini si sofferma sull’efficacia dell’autoimprenditorialità come leva di reinserimento lavorativo: “Aver introdotto specifiche limitazioni per favorire il recupero del tasso di disoccupazione attraverso l’autoimpiego rappresenta uno strumento valido. Tuttavia, affinché queste nuove realtà non si traducano in esperienze precarie ma offrano una reale prospettiva per il futuro, è indispensabile il ruolo guida e il supporto costante delle associazioni di categoria. È il punto su cui si gioca davvero l’efficacia di questi strumenti: senza accompagnamento, un contributo a fondo perduto rischia di restare un innesco isolato. Con il supporto delle associazioni, diventa impresa che dura.”

Accanto al tema dei nuovi progetti d’impresa, la CNA pone con forza l’accento sulla necessità di non trascurare le attività già consolidate, a partire dal settore artigiano, vero e proprio motore economico delle Marche. “Non possiamo dimenticare il sostegno alle imprese artigiane esistenti, che da troppo tempo soffrono la mancanza di una forma strutturata di sostegno economico e si trovano ad attingere da risorse estremamente ridotte,” prosegue Santini. “I numeri della Camera di Commercio confermano questa fatica: nel secondo trimestre 2026 le imprese individuali, la forma in cui si riconosce gran parte dell’artigianato, crescono dello 0,39%, meno della metà del tasso delle società di capitale, ferme all’1,01%. È fondamentale che la Regione programmi e finanzi al più presto una linea d’intervento specifica per gli investimenti in questo comparto, che continua a essere un settore trainante per tutta l’economia marchigiana.”

Infine, un passaggio cruciale dell’analisi della CNA riguarda la situazione delle aree interne, sempre più penalizzate dallo spopolamento e dalla progressiva desertificazione dei servizi, a partire da quello bancario. “La carenza di servizi e la chiusura degli sportelli bancari nelle zone montane e collinari stanno creando un grave vuoto per il tessuto economico locale,” conclude il Direttore della CNA Ancona. “In questo scenario la nostra associazione oggi riesce a presidiare e a dare risposte concrete anche laddove i servizi tradizionali arretrano. Come CNA, insieme a Uni.co., continueremo a garantire una presenza capillare nelle aree interne per supportare le imprese, valorizzare il lavoro locale e mantenere viva l’economia dei nostri territori.”

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