Revisione degli incentivi per le rinnovabili

Le piccole e medie imprese che operano nel campo delle rinnovabili, sono fortemente preoccupate per le conseguenze che potrebbero derivare dai decreti presentati la scorsa settimana dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico di revisione degli incentivi per il fotovoltaico e per le altre Fonti rinnovabili.
“Con tali decreti – precisa Otello Gregorini, direttore provinciale Cna Ancona e presidente di Esco Marche, la società che si occupa di energia da fonti rinnovabili e di cui Cna è socia – introducono procedure burocratiche e prenotazione degli incentivi che penalizzano in misura maggiore i piccoli impianti. Senza i necessari correttivi, si bloccheranno drasticamente gli investimenti di queste imprese, con danni rispetto alla possibilità del Paese di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità energetica e per il bilancio dello Stato”.
Cumulando i risultati nel fotovoltaico dal 2010, si stimano oltre 20 miliardi di investimenti, pari a circa 8 miliardi di entrate per il bilancio dello Stato derivanti da IVA e imposte.
Si consideri che in Italia sono 85.000 le piccole e medie imprese, con oltre 200.000 occupati, che negli ultimi anni hanno operato in qualità di piccoli produttori di impianti, installatori e manutentori, per lo sviluppo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e per la promozione della generazione distribuita di piccola taglia.
La Cna denuncia in prima linea una mancanza di concertazione ed informazione nel metodo che ha condotto i Ministeri competenti alla definizione dei decreti. “Auspichiamo – continua Gregorini – un deciso cambio di rotta nella direzione della partecipazione e trasparenza che accompagni la definizione dell’imminente decreto ministeriale sui regimi di sostegno alle FER termiche e all’efficienza energetica”.
Il quarto conto energia emanato solo a maggio 2011 aveva peraltro previsto una riduzione delle tariffe incentivanti al raggiungimento di soglie di spesa individuate, ma non una nuova revisione generale del meccanismo incentivante contenuta invece nella bozza di nuovo decreto sul fotovoltaico.
“Chiediamo che si intervenga sui testi dei decreti, per modificare gli aspetti più critici – prosegue il presidente di Esco Marche e direttore Cna -, in particolare è necessario tutelare gli impianti di piccola dimensione, almeno fino a 30 kW di potenza, che non dovrebbero essere soggetti a tetti massimi di incentivazione né all’obbligo di iscrizione al registro; per questi impianti infatti è necessario mantenere un principio di automaticità dell’incentivo”.
Si evidenzia infatti che le ricadute in bolletta del costo necessario per la copertura degli incentivi non è imputabile agli impianti di piccola dimensione, bensì in gran parte agli impianti di grandi dimensioni e alla famosa voce CIP6.
Più in generale, secondo Cna ed Esco Marche, è auspicabile che venga avviato un confronto trasparente per comprendere le scelte di Politica Energetica che il Governo intende intraprendere, mediante l’istituzione di un Tavolo Permanente sulle Fonti Rinnovabili, in considerazione delle potenzialità connesse con lo sviluppo della green economy e per contribuire alla definizione di un quadro di regole certe e continuative.

 

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