Neve, la conta dei danni. CNA raccoglie le schede degli imprenditori

di DANIELA GIACCHETTI

ANCONA – Due settimane di assedio da parte della neve pesano sulle attività produttive come macigni. Ad emergenza finita (ma gli strascichi dureranno ancora) si comincia la penosa opera di conta dei danni.
Ancora impossibile quantificarli numericamente con precisione, ma già dai primi giorni della prossima settimana si potrà avere, su base regionale, una stima piuttosto precisa.
La Cna è stata impegnata, in queste ultime ore, nella fase di raccolta schede da parte degli imprenditori, invitati a compilare un modulo per indicare i danni subiti a causa dell’evento nevoso.
Tali schede, verranno consegnate domani alla Regione Marche, che ne ha fatto richiesta dopo essere stata invitata, dalle associazioni di categoria, ad intervenire al fine di sensibilizzare enti e istituzioni sulle difficoltà da parte delle aziende di far fronte alle scadenze data la inoperosità di un lungo periodo (la neve ha fatto seguito al blocco dei Tir che aveva già rallentato di molto l’attività) che ha causato a sua volta assenza di liquidità.
Entro i primi giorni della prossima settimana, la Regione incontrerà nuovamente le associazioni di categoria per fare il punto sulle situazioni denunciate attraverso le schede e quindi decidere le azioni conseguenti.
E’ già stato chiesto sia lo stato di calamità naturale che lo stato di emergenza, così come sono state sollecitate le banche affinché rendano possibili moratorie sulle rate dei mutui e dilazioni nei pagamenti vari.
“Siamo in attesa di risposte e ci si dà un gran da fare per tentare di fare il possibile”, dice Otello Gregorini, direttore provinciale Cna, che aggiunge: “siamo ben consapevoli dei disagi subiti dalle imprese, lo abbiamo provato anche sulla nostra pelle dato che le nostre sedi sono state sommerse dalla neve. Sappiamo che alla ripresa dell’attività, lunedì scorso, dopo la seconda ondata di maltempo, gli imprenditori hanno trovato piazzali inaccessibili, mancata consegna delle materie prime, rinvio delle consegne ai committenti, grandi disagi e in alcuni casi impossibilità da parte dei dipendenti a raggiungere il posto di lavoro”.
Tra i settori più penalizzati, togliendo le gravissime ripercussioni all’agricoltura e al commercio, figura l’edilizia, la cui attività è rimasta paralizzata: neve, gelo, temperature proibitive hanno impedito ai cantieri di lavorare. Gravi danni anche al settore dell’autotrasporto che ha ridotto il fatturato dell’80% in questi ultimi 30 giorni, complice anche il precedente fermo dei Tir.
Per quanto riguarda le zone della provincia di Ancona, l’area del fabrianese è praticamente in ginocchio: l’attività produttiva è collassata a causa dei ripetuti colpi subiti dalla crisi della Ardo, al blocco dei Tir, all’abbondante nevicata.
“Si tratta di danni gravissimi per l’economia della provincia – continua il direttore provinciale Cna – che mettono ulteriormente in difficoltà il sistema della piccola e media impresa già alle prese da anni con una crisi fortissima”.
Adesso si tratta di attendere alcune ore: la conta dei danni porterà ad una stima precisa poi associazioni di categoria e Regione vedranno di concordare le possibili azioni a sostegno delle attività produttive.

 

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