Le imprese di costruzioni e le reti: indagine della CNA

di DANIELA GIACCHETTI

La costituzione di reti di imprese come via per uscire dalla crisi che schiaccia il comparto delle costruzioni, ormai in piena caduta libera. L’unione che fa la forza: fare massa critica per affrontare meglio le opportunità offerte dal mercato: è una delle soluzioni proposte dalla Cna provinciale di Ancona che qualche mese fa ha avviato un percorso teso proprio alla creazione di una rete di imprese del settore dell’edilizia e impianti.

casa_in_costruzioneParte saliente di questo percorso è un’attività di indagine che ha coinvolto 21 imprese del settore prendendo un campione rappresentativo della realtà sia sotto il punto di vista della differente anzianità di presenza sul mercato sia sotto quello della differente strutturazione delle microimprese (aziende più o meno giovani, con più o meno addetti, comunque da 1 a 8 e più).

L’operatività spaziale delle imprese intervistate è orientata anche all’esterno dell’ambito locale e solo una piccola parte opera esclusivamente nell’area comunale in cui ha sede. Tre operano anche su mercati esteri e quasi tutte si propongono sul mercato tramite relazioni personali. Internet è utilizzata solo nel 19% dei casi.

Ciò non tragga in inganno sul desiderio di apprendere e arricchire conoscenze di queste aziende, che hanno dichiarato di voler migliorare soprattutto nell’ambito della comunicazione e marketing, progettazione e innovazione delle lavorazioni e nella gestione del cliente.

Tra i motivi di vantaggio che potrebbero derivare dalla partecipazione ad una rete di imprese, sono più frequentemente valutati la possibilità di esecuzione di lavori a più vaste dimensioni, l’accesso a nuovi mercati, lo sviluppo di nuovi settori e la possibilità di partecipare alla competizione per gli appalti.

L’integrazione con altre imprese, sulla base di precedenti esperienze, è valutata molto bene quando ha dato risultati positivi, quando invece risulta negativa le cause prime sono indicate nella mancanza di spirito di collaborazione. Se vi è collaborazione, allora possono esserci vantaggi in termini di costi, mercato, qualità e innovazione, immagine, redditività.

Idee precise sulle competenze professionali delle quali le imprese ritengono sarebbe utile disporre: esecuzione preventivi e contabilità tecnica, coordinamento dei lavoratori e delle attività, gestione del cantiere, progettazione impianto per il risparmio energetico. Dunque le competenze organizzative primeggiano tra quelle ritenute più utili in un rapporto di rete.

Alla Cna le imprese chiedono espressamente di agire per favorire la collaborazione tra imprese. Strada che si continuerà a percorrere cercando di giungere alla costituzione vera e propria di una rete dell’edilizia. 

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