CNA Ancona contro i dazi USA

Il direttore Santini lancia l'allarme sui rischi per l'export marchigiano

“I dazi americani rischiano di infliggere un colpo mortale alle nostre esportazioni, già in forte calo negli ultimi anni. Serve una risposta immediata e coordinata dell’Europa.” Con queste parole il direttore della CNA di Ancona, Massimiliano Santini, esprime forte preoccupazione per le tariffe del 20% imposte dagli Stati Uniti sulle importazioni dai Paesi dell’Unione Europea, in vigore dal 9 aprile.

I dati elaborati dal Centro Studi CNA Marche evidenziano una situazione già critica per l’export regionale verso gli USA, terzo mercato di sbocco dopo Francia e Germania. Le esportazioni marchigiane verso gli Stati Uniti hanno subito un drastico ridimensionamento: dai 2,5 miliardi di euro nel 2022 si è passati a 1,8 miliardi nel 2023 per arrivare a 1,2 miliardi nel 2024, pari al 9,1% dell’export regionale complessivo.

“Questa politica protezionistica mette a rischio soprattutto il settore dei macchinari, che con 243 milioni rappresenta il 19,5% delle nostre esportazioni verso gli USA,” sottolinea Santini. “Secondo uno studio dell’Università di Macerata, i dazi potrebbero ridurre il PIL delle Marche di circa 98 milioni di euro nel 2025 e di 123 milioni nel 2026.”

Il direttore di Ancona si unisce alle preoccupazioni espresse da CNA a tutti i livelli: “I prodotti simbolo del Made in Italy, dalla moda all’arredamento, dalla meccanica alla componentistica, rischiano grosso per questa imposizione e per l’eventuale guerra commerciale che potrebbe innescare, in un contesto internazionale già caratterizzato da forti turbolenze geopolitiche.”

“Auspichiamo che questa prova muscolare dell’amministrazione Trump sia finalizzata a ridiscutere i rapporti commerciali tra USA ed Europa,” continua Santini, “prima che il braccio di ferro danneggi violentemente i sistemi economici delle due aree. Se la prova di forza dovesse continuare, l’Unione Europea dovrà agire in modo coeso, cercando di attutire i colpi e aprendo una nuova stagione negoziale.”

Nel frattempo, la CNA sta già esplorando strategie alternative: “La sfida è quella di cercare nuovi mercati, che non mancano, in particolare nell’area Indo-Pacifica. Come CNA stiamo già intraprendendo iniziative esplorative in collaborazione con Regione e Camera di commercio,” conclude Santini, evidenziando anche “la necessità di ridurre il peso burocratico nella UE e di eliminare i freni allo sviluppo dell’economia introdotti negli ultimi anni da Bruxelles, per favorire la crescita di produttività e competitività delle imprese europee.”

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