Bonus e incentivi: esclusioni e problemi penalizzano la città di Ancona

L’uscita del bonus per gli acquisti nei centri storici che vede Ancona esclusa e il bonus vacanza della Regione Marche troppo farraginoso: due misure che per la città si trasformano in occasioni perse.

 

ANCONA – In un momento difficile, con una crisi che sta mordendo i centri storici, il varo di misure che potessero alleviare questo stato di difficoltà, per Ancona si è trasformata in un’occasione persa.

Recentemente il governo ha stanziato, con il decreto Agosto, mezzo miliardo per le attività commerciali dei centri storici di 29 città turistiche italiane, per sostenere il crollo del turismo. Le 29 città ammesse a questa forma di sostegno sono: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari. Il contributo a fondo perduto può variare, a seconda delle attività e delle perdite subite, dai 1.000 ai 150.000 euro. Città come Ancona, che hanno avuto negli anni un crescendo del settore grazie alle crociere, non hanno potuto beneficiare di questa misura, penalizzando le attività di ristorazione e bar che puntavano da alcuni anni su questo settore. Un’occasione persa e un settore che appena nato nella nostra città rischia di collassare.

Anche la misura della regione Marche destinata ai turisti marchigiani che pernottano in province diverse non ha avuto, per il momento, il successo sperato. La misura aveva sicuramente alcuni aspetti positivi: il contributo veniva erogato direttamente al turista e toglieva il meccanismo del credito d’imposta contestato a livello nazionale. Purtroppo però i meccanismi di richiesta sembrerebbero poco conosciuti: alla data del 6 agosto, dopo poco più di 1 mese dal varo della misura che sarà attiva fino ai primi di novembre , su 1.200.000 euro di stanziamento risultavano spesi 49.150 (con una teorica adesione quindi di 983 persone fisiche). La complessità per le persone fisica nella presentazione della domanda on line e una scarsa informazione delle strutture recettive (ad Ancona sono presenti molte strutture extra alberghiere) che devono riportare obbligatoriamente alcuni dati in fattura (con il rischio soprattutto per i più piccoli di sbagliare) potrebbe aver inficiato gli effetti del provvedimento.

“L’idea di un week end in città e contributi per le perdite, agevolato da incentivi e bonus, poteva essere una soluzione che tamponasse le perdite registrate dopo la pandemia – commenta la presidentessa della CNA di Ancona Loredana Giacomini – purtroppo però le modalità hanno in alcuni casi escluso Ancona e in altri depotenziato l’intervento – conclude Giacomini – Secondo la CNA cittadina occorrono degli interventi che ci permettano di compensare il calo che le nostre attività cittadine stanno registrando per vari motivi”.

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