Sicurezza alimentare: le Marche a centro classifica nelle regione italiane

Dai dati che emergono sul controllo degli alimenti e bevande del Ministero della salute le Marche risultano a metà classifica nelle “non conformità”; elevati invece i sequestri per frode

 ANCONA – I dati relativi al 2017 (gli ultimi disponibili e disaggregati per regione) in tema di sicurezza alimentare (“Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia”, della Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione; Ufficio 8), ci danno una fotografia della situazione in tema di sicurezza degli alimenti. I dati sono stati trasmessi dai Servizi Veterinari e dai Servizi Igiene degli alimenti delle varie Asl regionali, e si riferiscono ai controlli ufficiali effettuati in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione.
 

Numero di stabilimentiNumero di stabilimenti ispezionatiNumero di ispezioniNumero di stabilimenti con relazioni d’ispezione di non conformità% di stabilimenti non conformi in percentuale agli stabilimenti ispezionati
ABRUZZO21.4534.5829.03669915,25
BASILICATA20.1362.7524.05438013,80
BOLZANO24.5447421.722729,70
CALABRIA27.4766.2869.2361.60625,54
CAMPANIA173.20725.70045.3804.33016,84
EMILIA ROMAGNA82.74120.275215.1726.37831,45
FRIULI1.6326465.70323636,53
LAZIO99.1509.87324.0571.99420,19
LIGURIA30.6103.5997.6651.56843,56
LOMBARDIA139.93021.88427.8067.39733,80
MARCHE31.3374.4077.37490820,60
MOLISE6.0231.1511.32538633,53
PIEMONTE73.14914.42516.2131.0397,20
PUGLIA75.08411.28716.9981.50013,28
SARDEGNA32.84012.02418.7001.34811,21
SICILIA117.52411.03216.6051.85616,82
TOSCANA54.4876.48410.9823.75057,83
TRENTO25.2162.2382.8901597,10
UMBRIA18.4603.2225.32961218,99
VALLE D’AOSTA51672193910,13
VENETO137.04712.88743.7183.37926,22
TOTALE 1.192.561 176.217 490.904 39598 22,47

 
Dai dati emerge che la regione Marche si presenta a centro classifica (9 posizione) con un 20,60% di non conformità sul totale degli stabilimenti controllati. Tale percentuale ci pone al di sotto della media nazionale di “non conformità” che si attesta al 22,47%. Un dato positivo che testimonia la professionalità dei nostri operatori.
Naturalmente in questa particolare classifica occorre prendere in considerazione quanti stabilimenti sul totale sono stati controllati: da notare come la regione Friuli che ha alte percentuali di non conformità abbia controllato in percentuale più stabilimenti delle altre regioni (il 39% degli stabilimenti Friulani sono stati controllati). In generale, il 14,77% delle attività alimentari è stato controllato nel 2017 in Italia, le Marche dal canto loro hanno verificato il 14,06% dei propri stabilimenti, in linea quindi con la media nazionale.
Sul rapporto in oggetto, purtroppo, la nota dolente per la nostra regione sta nelle “frodi”, contrastate dalla Guardi di Finanza. In particolare, le condotte illecite che rientrano a pieno titolo nella competenza della Guardia di Finanza sono riconducibili essenzialmente a 3 categorie:

  1. importazione e immissione in commercio di prodotti con la falsa indicazione “made in Italy” o, comunque, riportanti errate informazioni in ordine a origine, provenienza e qualità;
  2. commercializzazione di prodotti che recano ingannevolmente una denominazione di origine o una indicazione geografica protetta (indebito utilizzo dei marchi D.O.P., I.G.P., etc.);
  3. contraffazione di marchi e di segni distintivi dei prodotti

Secondo il rapporto Considerando il dato a livello regionale, il primato dei sequestri dei prodotti solidi spetta alla Campania e alle Marche, entrambe con oltre 269 tonnellate, seguite dalla Calabria con circa 107 tonnellate e dalla Sicilia, con quasi 95 tonnellate. Tali quantità corrispondono rispettivamente al 32,7%, 13,1% e 11,5% del totale sequestrato sull’intero territorio nazionale (oltre 823 tonnellate).”
“A parte la brutta sorpresa delle frodi, i dati sulle non conformità ci dicono che la nostra regione è in linea con il resto d’Italia – commentano Andrea Moroni e Andrea Cantori, rispettivamente presidente e segretario della CNA Alimentare di Ancona – Purtroppo non abbiamo a disposizione dati disaggregati per provincia e quindi non riusciamo ad entrare maggiormente nei dettagli regionali. Sostanzialmente, però, possiamo dire che la qualità produttiva dei nostri stabilimenti è buona – concludono Moroni e Cantori – e dobbiamo continuare a tenere questo alto standard che è anche forte elemento di commercializzazione dei nostri prodotti all’estero”.

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