Il nuovo Molo Clementino rappresenta un’opportunità concreta di sviluppo per Ancona e per la sua economia. È questa la posizione della CNA di Ancona, che sostiene con convinzione il progetto alla luce dei dati illustrati dal dottor Francesco Puca della società Siat, ripresi anche dall’onorevole Carlo Ciccioli.
Le stime parlano di una crescita significativa del traffico crocieristico, con circa 378mila presenze turistiche entro il 2040 e un impatto economico complessivo – diretto e indiretto – quantificato in 236 milioni di euro. Numeri che, secondo la CNA, potrebbero tradursi in importanti ricadute per il turismo, la ristorazione e il commercio cittadino, comparti che negli ultimi anni hanno registrato difficoltà sempre più evidenti.
“La nostra associazione non ha mai negato che un’opera di questo tipo comporti anche criticità e impatti sulla città – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di Ancona – ma riteniamo che il bilancio tra costi e benefici sia ampiamente positivo”.
Secondo la CNA, il progetto del Molo Clementino presenta inoltre elementi concreti di avanzamento: “Il percorso è già avviato, il progetto è stato presentato al ministero e le risorse economiche sono state quantificate. Siamo già a metà strada”.
Cantori riconosce anche le perplessità che accompagnano il dibattito sul nuovo approdo crocieristico: “Comprendiamo le preoccupazioni legate all’impatto ambientale. Anche all’interno della nostra presidenza il confronto è stato approfondito e non sono mancati dubbi legittimi. Tuttavia crediamo che, attraverso adeguati provvedimenti normativi e tecnologici, questi impatti possano essere contenuti, tra le possibili soluzioni ci sono l’utilizzo di carburanti meno inquinanti, l’adozione di sistemi per limitare le emissioni delle navi in porto e il proseguimento del percorso di elettrificazione dell’area portuale.
La risposta non può essere l’immobilismo – aggiunge Cantori – L’associazione guarda invece con maggiore prudenza all’ipotesi alternativa della penisola: Ci sembra una prospettiva ancora lontana e tutta da verificare, sia sotto il profilo della fattibilità sia per quanto riguarda tempi, costi e reperimento delle risorse.
Per la CNA il fattore tempo sarà decisivo, soprattutto per i settori economici che potrebbero beneficiare maggiormente dell’intervento. Commercio e turismo stanno vivendo una crisi strutturale – conclude Cantori –. Arrivare a quasi 400mila crocieristi all’anno significherebbe dare ossigeno a un sistema economico che oggi ha bisogno di numeri e nuove opportunità per continuare a reggere”
