Legge di Bilancio 2024: le novità in bozza per le imprese

Saranno ben 91 gli articoli che la bozza di Legge di Bilancio sottoporrà al vaglio del Parlamento nei prossimi mesi per la discussione e approvazione. Ecco una sintesi per punti delle principali proposte per le imprese.

 

Obbligo di polizza per le imprese entro il 2024 contro i danni per catastrofe
Il 2024 vedrà l’obbligo per le imprese di stipulare polizze contro danni catastrofali, con incentivi pubblici previsti. Coloro che non aderiscono a questa norma rischiano sanzioni che possono arrivare fino a un milione di euro. Inoltre, vengono introdotte garanzie da parte di Sace per riassicurare queste polizze alle compagnie assicurative. Inoltre, è stato creato un fondo di garanzia obbligatorio per le assicurazioni sulla vita, simile a un fondo per le crisi bancarie.

Rifinanziato il contributo straordinario per bonus elettrico
La manovra finanziaria prevede il rifinanziamento del contributo straordinario destinato ai beneficiari del bonus elettrico. Questa misura prevede un finanziamento di 400 milioni di euro per estendere l’agevolazione fino al primo trimestre del 2024. Il bonus elettrico è rivolto a oltre 4 milioni di famiglie ed è stato introdotto in sostituzione del bonus riscaldamento. Tuttavia, l’applicazione di quest’ultimo è stata bloccata a causa della complessità del meccanismo.

Giubileo, imposta di soggiorno fino a 2 euro
Sono stati stanziati nuovi fondi per la spesa legata al Giubileo 2025. La bozza di legge prevede una spesa di 75 milioni nel 2024, 305 milioni nel 2025 e 8 milioni nel 2026 per la pianificazione e la realizzazione di opere e interventi legati all’evento. Per gli interventi di conto capitale, sono stati previsti ulteriori 50 milioni per il 2024, 70 milioni per il 2025 e 100 milioni per il 2026. La novità sta nel fatto che i Comuni capoluogo, le unioni di Comuni e le città d’arte e turistiche potranno aumentare l’imposta di soggiorno fino a 2 euro per ogni notte di soggiorno nei loro territori durante l’anno giubilare.

Taglio cuneo fiscale solo per il 2024
Il taglio del cuneo fiscale è stato confermato, ma è rifinanziato solo per il 2024. Questo taglio rappresenta un’eccezione e si applicherà ai periodi di paga compresi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024 per i rapporti di lavoro dipendente, ad eccezione dei rapporti di lavoro domestico. L’esonero prevede una riduzione del 6% della quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, a condizione che la retribuzione imponibile mensile non superi i 2.692 euro. Inoltre, viene aumentato di un ulteriore punto percentuale se la retribuzione mensile non supera i 1.923 euro.

Cambiamento nei fringe benefit, 2.000 euro con figli, 1.000 per tutti
Per il 2024, la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit è stata aumentata. È stata portata a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti e a 2.000 euro per quelli con figli fiscalmente a carico, compresi i figli nati fuori dal matrimonio o adottivi. È importante notare che la cedolare secca è prevista solo se si destinano al massimo quattro appartamenti a questa finalità, altrimenti l’attività si considera svolta in forma imprenditoriale. Inoltre, la detassazione dei premi di risultato è confermata anche per il 2024, con un’aliquota del 5% sull’imposta sostitutiva sui premi di produttività entro il limite di 3.000 euro.

Spending review per Comuni e Regioni da 600 milioni l’anno
La bozza di legge prevede una riduzione dei conti degli enti locali per contribuire alla spending review. Le Regioni dovranno effettuare un taglio di 350 milioni l’anno, escludendo le voci relative ai diritti sociali e alla salute. I sindaci saranno chiamati a ridurre le spese dei comuni di 200 milioni l’anno, mentre le province di 50 milioni. Tra le voci del capitolo sulla revisione della spesa, sono previste “misure per il turnover”, anche se non sono ancora state specificate.

Riforma delle garanzie Sace
È stata approvata una riforma delle garanzie Sace per consentire a fondi, anche esteri, di investire nelle infrastrutture e progetti Green. Sace può assumere impegni fino a 60 miliardi di euro, con una copertura di 3 miliardi di euro nel 2024. Queste garanzie saranno in vigore fino al 2029.

Aumento della tassazione sugli affitti brevi
È stato introdotto un aumento della tassazione sugli affitti brevi o turistici. Per questi contratti di locazione, è possibile optare per la cedolare secca, ma l’aliquota è aumentata dal 21% al 26%. Tuttavia, a partire dal 2021, la cedolare secca è prevista solo se si destinano al massimo quattro appartamenti a questa finalità. Oltre questa soglia, l’attività viene considerata svolta in forma imprenditoriale.

Detassazione per lavoro notturno e festivo nel turismo
Dal 1° gennaio al 30 giugno 2023, i dipendenti del settore turistico beneficeranno di una detassazione del 15% sul salario relativo al lavoro notturno e agli straordinari nei giorni festivi. Questa agevolazione è riservata ai dipendenti con un reddito fino a 40.000 euro nel 2023, con l’obiettivo di garantire la stabilità occupazionale in un settore con una domanda eccezionalmente bassa di lavoro turistico, ricettivo e termale.

Detassazione dei premi di risultato al 5%
Per i premi e le somme erogate nell’anno 2024, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività è ridotta al 5%.

Contributi colf, stretta contro l’evasione fiscale
La bozza di legge prevede misure per contrastare l’evasione fiscale per le colf. L’Agenzia delle entrate e l’INPS rendono interoperabili le banche dati per lo scambio e l’analisi dei dati, anche attraverso l’uso di tecnologie digitali avanzate. Inoltre, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti i dati acquisiti per la predisposizione della dichiarazione precompilata e per la segnalazione di eventuali anomalie.

Proroga di un anno per il caro materiali
La dotazione per far fronte al caro-materiali è aumentata di 200 milioni di euro e prorogata fino al 31 dicembre 2024. La legge di bilancio prevede uno stanziamento di 700 milioni per il prossimo anno invece dei 500 precedentemente previsti e altri 100 milioni per il 2025. La norma era in scadenza alla fine dell’anno e aveva stanziato 1,1 miliardi di euro per il 2023.

Cambiamento nel tax credit per il cinema
La percentuale di spesa su cui applicare il tax credit per le opere cinematografiche è del 40%, ma può essere ridotta “per esigenze di bilancio” o in relazione alle dimensioni delle imprese o dei gruppi di imprese. La misura massima rimane comunque al 40%.

Pensioni 4-5 volte il minimo rivalutate al 90%, taglio per pensioni più alte
Per quanto riguarda le pensioni, le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il minimo (pari a 563,74 euro) vedranno l’indicizzazione aumentare dal 85% al 90%. Tuttavia, per le pensioni superiori a 10 volte il minimo (cioè le pensioni più elevate), la percentuale di indicizzazione sarà ridotta dal 32% al 22%. Le pensioni fino a 4 volte il minimo riceveranno un adeguamento completo all’inflazione. Le donne avranno la possibilità di accedere alla nuova Ape, estesa a 35 anni di contributi e 61 anni d’età, con una riduzione a 60 anni se hanno un figlio e a 59 anni se ne hanno più di uno.

Aumento dell’importo minimo per l’anticipo della pensione
Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1996, l’importo minimo necessario per accedere alla pensione tre anni prima dell’età di vecchiaia è stato aumentato. La soglia, stabilita dalla bozza di legge, richiede almeno 20 anni di contributi e passa da 2,8 a 3,3 volte l’assegno sociale, ovvero da 1.409 euro a 1.660 euro, in base ai valori del 2023. Inoltre, è stato rimosso il limite di 1,5 volte l’assegno sociale per accedere alla pensione a 67 anni dopo aver versato contributi per almeno 20 anni. Sarà sufficiente aver raggiunto l’importo dell’assegno sociale, che nel 2023 è di 503,27 euro.

Introduzione di Quota 104 con penalizzazioni
È stata introdotta la Quota 104 con alcune penalizzazioni per la pensione anticipata. Ora, sarà possibile accedere a questa forma di pensionamento con almeno 63 anni di età (rispetto ai 62 anni del 2023) e 41 anni di contributi. Chi sceglierà di usufruire di questa opzione subirà una riduzione dell’importo relativo alla quota retributiva, collegato all’età di uscita. Inoltre, la durata delle finestre, ovvero il tempo di attesa per ottenere la pensione una volta soddisfatti i requisiti, è stata aumentata da tre a sei mesi per il settore privato e da sei a nove mesi per il settore pubblico.

Ape sociale rimane in vigore per il 2024
L’Ape sociale rimarrà disponibile per tutto il 2024, come stabilito nella bozza della manovra, che specifica che le disposizioni della legge del 11 dicembre 2016, n. 232 (che ha istituito l’Ape), saranno in vigore fino al 31 dicembre 2024. Per coloro che sono disoccupati, persone con invalidità pari o superiore al 74%, lavoratori impegnati in attività gravose e coloro che assistono persone con gravi disabilità, l’accesso a questo strumento sarà consentito a partire dai 63 anni e cinque mesi. L’autorizzazione di spesa aumenterà di 85 milioni per il 2024, di 168 milioni per il 2025 e di 127 milioni per il 2026. Se la bozza verrà confermata nella versione finale del disegno di legge, non saranno apportate modifiche ai requisiti di accesso a questo strumento.

Agevolazioni per le madri fino a 3000 euro, senza limiti di reddito
Nel contesto delle misure per favorire la natalità, è stato introdotto uno sgravio contributivo al 100%, fino a un massimo di 3000 euro all’anno, senza limiti di reddito per tutte le lavoratrici madri, ad eccezione delle lavoratrici domestiche. Lo sconto sui contributi a carico del lavoratore dipendente è correlato al numero di figli. Per le madri con due figli, l’agevolazione dura fino ai 10 anni del figlio più giovane, mentre per quelle con tre figli, la detrazione contributiva avrà una durata più lunga, fino ai 18 anni del figlio più giovane.

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