Sono 3.190 le opportunità di lavoro previste a marzo 2026 nella provincia di Ancona, che diventano 10.720 nel trimestre marzo-maggio. Un dato che, secondo CNA Ancona, va letto insieme ai segnali di rallentamento e alle criticità strutturali che emergono dal mercato del lavoro. Le entrate previste risultano infatti in calo rispetto al 2025, con 280 posizioni in meno nel mese e 380 nel trimestre, come evidenziato dalle rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere .
Il quadro che emerge è quello di un mercato ancora dinamico ma sempre più fragile. Solo il 21% delle assunzioni sarà stabile, mentre il 79% avrà carattere temporaneo. Allo stesso tempo, quasi un’impresa su due segnala difficoltà nel reperire personale, confermando un mismatch che da fenomeno congiunturale è ormai diventato strutturale.
La domanda di lavoro si concentra soprattutto nelle micro e piccole imprese, che rappresentano il 64% delle entrate previste, e nel settore dei servizi, che assorbe il 60% delle opportunità. Sul fronte dei profili, le richieste si indirizzano in larga parte verso operai specializzati e figure dei servizi, a conferma di un sistema produttivo che continua ad avere un forte bisogno di competenze tecniche e operative.
Ed è proprio su questo punto che si registra la maggiore distanza tra domanda e offerta. Le imprese continuano a faticare nel trovare figure tecniche come manutentori, saldatori, elettricisti e idraulici, ma anche profili legati alla trasformazione digitale, come sviluppatori, programmatori industriali e tecnici informatici con competenze avanzate. Le difficoltà si estendono anche ai servizi alle imprese, con la crescente richiesta di specialisti del marketing digitale e della sostenibilità, e a settori strategici come logistica e sanità.
Lo scenario, però, non è solo legato all’immediato. Le analisi Excelsior indicano che nel quinquennio 2025-2029 il mercato del lavoro sarà trainato da due grandi direttrici, la digitalizzazione e la transizione industriale, con un fabbisogno complessivo nelle Marche che, nello scenario più favorevole, potrà arrivare a oltre 90 mila lavoratori. Gran parte delle opportunità deriverà dalla necessità di sostituire lavoratori in uscita dal mercato, mentre gli investimenti del PNRR avranno un ruolo decisivo nel sostenere l’occupazione, in particolare nei settori delle infrastrutture e dei servizi avanzati.
In questo contesto, le criticità di reperimento sono destinate ad accentuarsi. Le imprese del territorio segnalano già oggi difficoltà crescenti nel trovare figure tecniche del comparto manifatturiero, ma anche profili digitali avanzati, specialisti dei servizi alle imprese e lavoratori nei settori della logistica e della sanità.
Il paradosso si riflette anche nel rapporto con i giovani. Oltre un quarto delle opportunità è destinato agli under 30, ma solo una quota minima di imprese ricerca laureati, mentre la domanda si concentra su diplomati e qualifiche professionali. In prospettiva, per chi uscirà dai percorsi tecnico-professionali sarà sempre più decisivo saper combinare competenze diverse: capacità di adattarsi ai cambiamenti, competenze digitali integrate, attenzione ai temi della sostenibilità e capacità di affrontare problemi in autonomia.
“In questi numeri – dichiara Riccardo Silvi, responsabile marketing CNA Ancona e referente del progetto ‘La risposta al Grande Boh!’ di CNA Ancona – emerge chiaramente che il mismatch tra imprese e giovani è prima di tutto culturale, ancora prima che legato alle competenze. C’è una distanza di percezione rispetto al lavoro tecnico e artigiano che va colmata. Per farlo è necessario coinvolgere non solo scuole e imprese, ma anche le famiglie e tutte le comunità educanti in una riflessione profonda sul percorso che, come sistema, vogliamo costruire. Serve superare stereotipi ancora troppo radicati e migliorare la comunicazione delle opportunità concrete che questi mestieri offrono. Quando parliamo di alleanza, parliamo proprio di questo: non è un problema di qualcuno, è una responsabilità collettiva. È da qui che nasce il nostro progetto e l’impegno che lo sostiene”.
È in questa direzione che si inserisce il progetto “La risposta al Grande Boh”, promosso da CNA Ancona per affrontare il disorientamento dei giovani nelle scelte post-diploma e la crescente distanza dai mestieri tecnici e artigiani. Il percorso si rafforza con la nuova convenzione siglata nelle scorse settimane con l’Istituto Podesti Calzecchi Onesti, che entra nella rete delle scuole partner dell’associazione.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 19 marzo alle ore 10, con un format pensato per coinvolgere direttamente gli studenti e metterli a confronto con il mondo del lavoro. L’incontro, che vedrà la partecipazione di circa cento ragazze e ragazzi delle classi IV e V dell’Istituto anconetano e della sede di Chiaravalle, si aprirà con un quiz game interattivo che vedrà protagonisti i ragazzi, per stimolare riflessione e consapevolezza sulle competenze richieste dal mercato del lavoro. Seguirà un confronto con le imprese del territorio, che porteranno la propria testimonianza diretta su aspettative e opportunità. A chiudere l’iniziativa sarà l’intervento di ALI Marche, che offrirà una lettura concreta sugli errori più frequenti da evitare nei percorsi di inserimento nel mondo del lavoro.
Per CNA Ancona la sfida è chiara: ridurre il mismatch e costruire una nuova alleanza educativa territoriale, capace di valorizzare il saper fare e di dare risposte concrete alle esigenze delle imprese e alle aspettative dei giovani.
