La strategia UE per l’agroalimentare deve creare opportunità per le micro e piccole imprese

Dal produttore al consumatore”, la strategia della Commissione europea che pone il ruolo della sicurezza alimentare al centro del cambiamento verso sistemi alimentari più sostenibili, è accolta favorevolmente da CNA Agroalimentare.

Se ne è parlato oggi nel corso dell’Audizione alla XIII Commissione per l’Agricoltura della Camera dei deputati, durante la quale CNA Agroalimentare, attraverso il responsabile nazionale Gabriele Rotini, ha sottolineato l’importanza che tale strategia venga rivolta all’intera filiera agroalimentare e non solamente al settore primario: non è possibile, infatti, ignorare la stretta correlazione tra imprese di produzione e trasformazione alimentare, e quelle della ristorazione.

Appare fondamentale, quindi, che “Dal produttore al consumatore”, si renda facilitatrice di una transizione che crei opportunità reali e minori oneri per le piccole imprese italiane – ben 1.447.352, il 92% delle quali micro, con oltre 4 milioni di addetti e una media per azienda di 3,1 lavoratori.

CNA Agroalimentare condivide, inoltre, l’obiettivo della Commissione Europea di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ed è in virtù di ciò ritiene che il codice di condotta per le pratiche imprenditoriali responsabili e il quadro di governo societario debbano mantenere carattere volontario ed essere adattati alle dimensioni e alla tipologia di imprese. È chiaro che l’attuazione di metodi sostenibili dipende anche da un importante fattore che è la capacità organizzativa.

Un altro aspetto, non meno importante, su cui CNA Agroalimentare ha posto l’attenzione è la rinnovata preoccupazione per la creazione di inappropriati profili nutrizionali a semaforo a livello europeo. I limiti fissati dai profili nutrizionali potrebbero essere particolarmente impegnativi per alcune categorie di alimenti, e ne deriverebbero conseguenze negative sulla competitività di molti settori (formaggi, carni, prodotti da forno) e sui prodotti tradizionali recanti etichette di qualità (DOP, IGP, TSG).

Ribadito il sostegno alla proposta italiana del NutrInform Battery, cui ha contributo facendo parte del gruppo di lavoro istituito dal Ministero per lo sviluppo economico, e ai principi di sensibilizzazione sul valore degli alimenti quali elementi essenziali per prevenire e ridurre gli sprechi alimentari, l’unione della Confederazione ha evidenziato di condividere l’obiettivo della Commissione di lavorare per ridurre gli sprechi alimentari e considerare le raccomandazioni della Piattaforma sulle perdite e rifiuti alimentari come una base comune per progredire. Ben vengano, quindi, le richieste di fondi e altri meccanismi finanziari per favorire le MPMI in questa transizione.

CNA Agroalimentare ha, infine, dichiarato di apprezzare l’intenzione della Commissione europea di ampliare l’attuazione di pratiche commerciali sostenibili da parte delle piccole imprese alimentari e sostenerle nello sviluppo di nuove competenze. Occorrerebbe, altresì, diffondere soluzioni su misura in stretta collaborazione con le organizzazioni delle PMI, che potrebbero diventare “sportelli unici” per assistere le imprese in materia di sostenibilità.

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