La Nautica incontra il saper fare del territorio

Con CNA Nautica Ancona, 50 imprese della filiera incontrano i grandi cantieri navali

Le volte in mattoni della Sala Boxe della Mole Vanvitelliana hanno fatto da cornice, giovedì mattina, a un appuntamento che ormai è diventato un riferimento stabile per la filiera nautica del centro Italia.

L’ottava edizione dei B2B di CNA Nautica Ancona, nell’ambito di Tipicità in Blu, ha riunito oltre 120 persone tra imprenditori, tecnici, rappresentanti istituzionali ed esperti del settore. Un risultato che conferma la vocazione di questo evento: uno spazio vero di relazione tra imprese.

A fare gli onori di casa Alessandro Gherardi, presidente di CNA Nautica Ancona, che ha aperto i lavori introducendo la giornata davanti a una platea gremita. Tra i presenti, a testimoniare l’attenzione delle istituzioni al comparto, Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio Unica delle Marche, Angelo Eliantonio, assessore alle Attività Produttive del Comune di Ancona, e l’Ammiraglio Vincenzo Vitale, comandante del Porto di Ancona. La presenza dell’evento nel cuore del programma di Tipicità in Blu è il segno di una collaborazione solida con Angelo Serri, presidente del festival, che ancora una volta ha saputo aprire spazi preziosi per la comunità produttiva della nautica.

Il cuore della parte convegnistica è stato segnato da due interventi di sostanza. Federica Maggiani, presidente nazionale di CNA Nautica, ha messo a fuoco un tema che CNA porta avanti con convinzione da anni: la nautica italiana non è solo il racconto dei grandi cantieri, pur straordinari per dimensione e riconoscimento internazionale. È una filiera fatta di micro e piccole imprese, ciascuna con la propria specializzazione, capaci insieme di costruire un prodotto che il mondo ci invidia. “La nautica italiana cresce e viene riconosciuta per la sua capacità“, ha sottolineato Maggiani. “Ma questo risultato non appartiene solo ai cantieri: appartiene a tutta la filiera, al carattere distintivo di un sistema produttivo diffuso, fatto di competenze, artigianalità e relazioni.”

A raccogliere e ampliare il filo del ragionamento è stato Massimiliano Santini, direttore di CNA Territoriale di Ancona. Davanti a una platea di imprenditori, Santini ha scelto un tono diretto. “Questo evento nasce dalla terra e guarda al mare, e parla di identità territoriale. Siamo orgogliosi di rappresentare la migliore espressione dell’imprenditorialità marchigiana, quel tessuto che sa fare i migliori prodotti al mondo, come gli yacht che escono dai nostri cantieri.” Ma il direttore ha voluto anche nominare la sfida più difficile: trovare e formare le persone. “Le risorse umane restano il nostro punto critico. Non è solo una questione di qualifiche: è una questione di passione. Il nostro dovere come CNA è riaccendere nei ragazzi e nelle ragazze l’amore per il lavoro artigiano, far capire che si tratta di un percorso di evoluzione continua, non di un ripiego. Creare nuove opportunità per gli artigiani di domani è vitale per il territorio.



A seguire, l’Area Studi e Ricerche di CNA Nazionale ha presentato un’anticipazione del Nono Rapporto sulla filiera della nautica da diporto, offrendo un quadro aggiornato delle dinamiche del settore, costruito anche a partire dai contributi diretti di 68 imprese coinvolte in focus group in sette regioni italiane, tra cui le Marche.

Nella seconda parte della mattinata la giornata è entrata nel vivo con gli incontri B2B, che rappresentano il cuore operativo dell’iniziativa. Sei le imprese della nautica presenti ai tavoli: Fincantieri, C.R.N. Gruppo Ferretti, Cantiere delle Marche, C.P.N., Et Voilà e C.N.M. Le cinquanta imprese artigiane, manifatturiere e tecnologiche che hanno preso posto ai tavoli hanno avuto la possibilità di presentarsi, confrontarsi e costruire relazioni concrete con interlocutori qualificati.

Non solo cantieri. L’edizione 2026 ha arricchito il format con quattro desk B2B dedicati a servizi di supporto all’innovazione: i-LAB per la robotica e i servizi tecnologici, Tecne, azienda speciale della Camera di Commercio delle Marche, Meccano, centro di trasferimento tecnologico e di competenze, e il PID, il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio. Una scelta che segnala una direzione: la filiera nautica non può prescindere dall’innovazione di processo, dalla digitalizzazione, dall’accesso a tecnologie che rendano le piccole imprese più competitive nei tavoli dove siedono i grandi.

La sfida è creare quel circuito virtuoso che rende il settore sempre più competitivo“, ha rimarcato Gherardi a chiusura della giornata. “E questo si costruisce incontro dopo incontro, impresa dopo impresa.”

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