Falconara verso la transizione energetica. Con CNA i primi passi per le imprese nella costituzione di una Comunità Solare

Si è tenuto ieri, mercoledì 29 marzo, il secondo appuntamento pubblico di presentazione del progetto Comunità Solare di Falconara, sul tema dell’autoproduzione di energia rinnovabile (fotovoltaico) e del suo consumo da parte della Comunità locale, diciamo un km 0 dell’energia condivisa.

Il progetto nasce in alcuni Comuni già dal 2010, antesignano delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ed oggi, ampiamente collaudato, si sta replicando in diversi Comuni d’Italia e della nostra Regione con il supporto del Centro per le Comunità Solari, un’associazione privata senza scopo di lucro, spin-off dell’Università di Bologna, nata nel 2015 con il compito di studiare e sviluppare strumenti utili per accompagnare le famiglie nella transizione energetica verso un Mondo Solare cioè alimentato da energia rinnovabile.

Il progetto presentato in un primo convegno a Falconara lo scorso fine novembre ha riscontro di interesse di cittadini, associazioni e dell’Amministrazione Comunale, e si appresta a coinvolgere anche le attività produttive, di ogni natura, che operano e svolgono il loro lavoro a Falconara.

Il tema dell’energie rinnovabili, della transizione ecologica dettata da una nuova sensibilità ambientale, a partire dalle giovani generazioni, del caro energia che mette in crisi imprese, famiglie e Istituzioni è un tema che ci deve vedere insieme nella ricerca di soluzioni, rinnovati modelli di produzione, pratiche e stili di vita.

L’incontro di ieri, con un focus dedicato alle imprese, ha presentato la Comunità Solare, come funziona, quale il riscontro per la Comunità e chi vi partecipa, come si può contribuire, ovvero, cosa possiamo fare assieme. Sono intervenuti i referenti del Centro per le Comunità Solari, Prof. Leonardo Setti e Flavio Mattioli, oltre che la responsabile sindacale CNA di Falconara, Elisabetta Grilli e Frabrizio Recanatesi, uno dei promotori dell’iniziativa.

Il ruolo delle imprese può essere molteplice, dall’entrare nella Comunità Solare mettendo a disposizione l’eccedenza dell’energia non autoconsumata (e senza perdere nessuno dei benefici di ogni natura di cui oggi usufruisce) e alimentare la Comunità, campagne informative, progetti di welfare aziendale, “adottare” Istituzioni o famiglie, brandizzare e comunicare quanto fatto e i risultati in termini di emissioni ridotte, “adottare” una colonnina elettrica (community charger) … e altro.

Un’iniziativa realizzata con il contributo del confidi UNICO.

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