Dalla Commissione europea un’analisi dei possibili impatti della transizione verde sul mercato del lavoro Ue

La Direzione generale Affari economici e finanziari della Commissione Europea (DG ECFIN) ha presentato una pubblicazione riguardo “Le possibili Implicazioni della transizione verde per il Mercato del Lavoro dell’UE”, fornendo prove descrittive sulle regioni e sui gruppi demografici che si prevede saranno maggiormente colpiti dai cambiamenti tra settori, imprese e occupazioni, discutendone le implicazioni politiche.

Ricordando l’obiettivo del Green Deal di rendere l’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 mantenendo la crescita economica e la prosperità, l’analisi della Commissione riporta come la transizione verde e le prospettive di sviluppo in tale ambito nel corso dei prossimi decenni, potrebbero innescare cambiamenti strutturali nel mercato del lavoro dell’Unione Europea tra cui possibili rischi distribuzionali, danni importanti al sistema produttivo, impattando sul mercato del lavoro e sulle condizioni lavorative.

L’analisi suddivide le tipologie di occupazione in tre categorie, “Green Jobs”, “White Jobs” e “Brown Jobs”, concludendo che l’ultima sarà quella maggiormente colpiti dalla transizione verde. Attualmente si stima che questi posti di lavoro coprano circa il 5% dell’occupazione nell’UE e che saranno destinati ad affrontare una contrazione della domanda di lavoro (e in alcuni casi, come l’estrazione del carbone e della lignite, anche una completa eliminazione graduale), o un cambiamento strutturale significativo legato all’inverdimento di questi settori.

Riguardo invece i “Green Jobs” ovvero impieghi volti a ridurre l’impatto dell’attività economica sull’ambiente, dal riciclaggio dei rifiuti alla R&S nell’innovazione verde, questi posti di lavoro sono destinati a crescere, e ad avere in media requisiti di competenze più elevati rispetto ad altri posti di lavoro.

Infine, per i “White Jobs”, relativamente neutri nel loro impatto ambientale, si prevedono cambiamenti riguardanti il contenuto delle attività.

Allo stesso tempo, l’analisi della Commissione rileva un effetto più significativo ed eterogeneo tra settori, occupazioni e impieghi, prevedendo effetti distribuzionali tra i settori altamente e meno inquinanti. Nello specifico, a livello settoriale, i settori altamente inquinanti subirebbero una forte trasformazione strutturale e/o una graduale eliminazione (parziale) mentre i settori verdi vedrebbero potenzialmente una forte creazione di posti di lavoro. Mentre la distribuzione geografica dei posti di lavoro verdi tende ad essere più diffusa, le regioni in cui sono attualmente concentrati i posti di lavoro bruni sarebbero eccessivamente colpite dalla perdita di posti di lavoro.

La pubblicazione riporta inoltre una serie di elementi chiave per facilitare la transizione e supportare i suoi impatti sul mercato del lavoro, tra cui:

attuare misure politiche attraverso l’imposizione di regolamenti o l’introduzione di sussidi e sovvenzioni;
individuare quali gruppi e regioni saranno particolarmente colpiti per agire con politiche mirate;
effettuare investimenti adeguati ed efficaci nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze;
includere processi di trasformazione industriale;
istituire sistemi di protezione sociale inclusivi per favorire l’attenuazione dei redditi, l’accesso ai servizi di abilitazione e il sostegno all’attivazione per i lavoratori che perdono il posto di lavoro.

La pubblicazione della Commissione europea è disponibile al LINK.

Questo articolo Dalla Commissione europea un’analisi dei possibili impatti della transizione verde sul mercato del lavoro Ue è stato pubblicato su CNA.

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