Attestato di congruità di cantiere, tra obbligo e rischio di perdita delle detrazioni

È tempo di bilanci in ambito edile, e per i cantieri aperti dopo il 1° novembre 2021 deve essere richiesto l’Attestato di Congruità di Cantiere (chiamato anche Durc di Congruità di Cantiere). In mancanza dello stesso vengono perse tutte le detrazioni fiscali ed è dunque impossibile cedere il credito a Banche o pagare i Fornitori mediante sconto in fattura.

Questo adempimento è essenziale, al mancare del quale:

  • una impresa non potrà effettuare sconto in fattura.
  • Il privato si vedrà decadere tutte le sue detrazioni: Superbonus, Ecobonus, bonus ristrutturazione e bonus facciate

L’Attestato di Congruità di Cantiere è obbligatorio per gli interventi realizzati nell’ambito:

  • di tutti i lavori pubblici;
  • per i lavori privati con Valore Complessivo dell’opera superiore a 70.000 euro + iva in relazione ai cantieri aperti a partire dal 01 novembre 2021;
  • per i lavori svolti per la ricostruzione delle aree colpite dai sismi del 2016 – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per i quali non è richiesto.

Per la corretta gestione dell’adempimento fornire agli uffici CNA la notifica preliminare del cantiere e il modulo – dati identificativi di cantiere – clicca qui per scaricare il documento

Riepilogo della norma

Perché è stato introdotto l’Attestato di Congruità di Cantiere?
Il decreto ministeriale 25.06.2021, n. 143 (art. 8, comma 10) ha introdotto il cosiddetto “Durc di Congruità di Cantiere ” o Attesto di Congruità di cantiere al fine di:

  • monitorare il mercato del lavoro del settore edilizio;
  • escludere dal mercato le aziende che non operano nella legalità (usufruiscono del cosiddetto “lavoro nero”);
  • tutelare i lavoratori sotto l’aspetto retributivo e di sicurezza.

Non riguarda la regolarità del versamento di Contributi e premi INAIL, ma riguarda, più in generale, la verifica della congruità riguardo all’incidenza della manodopera edile nel singolo cantiere tenuto conto dei parametri stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Che cosa è l’Attestato di Congruità di Cantiere?
Sulla base delle autodichiarazioni delle imprese soggette all’obbligo, l’Attestato di Congruità di Cantiere è un attestato rilasciato dalle Casse Edili che certifica la “congruità” della sola manodopera edile impiegata, nello svolgimento di lavori edili rispetto alla tipologia dell’opera e la sua adeguata remunerazione. Il tutto in base a parametri stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per quali interventi è obbligatorio l’Attestato di Congruità di Cantiere?
L’Attestato di Congruità di Cantiere è obbligatorio per gli interventi realizzati nell’ambito:

  • di tutti i lavori pubblici;
  • per i lavori privati con Valore Complessivo dell’opera superiore a 70.000 euro + iva in relazione ai cantieri aperti a partire dal 01 novembre 2021;
  • per i lavori svolti per la ricostruzione delle aree colpite dai sismi del 2016 – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per i quali non è richiesto.

Chi rilascia l’Attestato di Congruità di Cantiere?
L’Attestato di Congruità di Cantiere è rilasciato dalla Cassa Edile territorialmente competente in relazione alla localizzazione del cantiere. L’attestato viene rilasciato entro 10 giorni dalla richiesta.

Chi deve chiedere il l’Attestato di Congruità di Cantiere?
L’Attestato di Congruità di Cantiere deve essere chiesto a seconda di come viene strutturato il cantiere stesso e di come vengono distribuiti i lavori tra le diverse aziende partecipanti all’opera (appalto diretto a tante imprese, General Contractor e sub appaltatrici, ATI). Di seguito spieghiamo le tre principali casistiche:

  • CASO 1: Cantiere privato – tanti appalti diretti – assenza di un General Contractor
  • CASO 2: Cantiere privato – presenza di un General Contractor – tante aziende in subappalto
  • CASO 3: ATI (Associazione Temporanea di Imprese)

CASO 1: Cantiere privato – tanti appalti diretti – assenza di un General Contractor

In questo caso ogni azienda a cui è stato dato un appalto è considerata “azienda principale” e deve essere controllata in relazione alla congruità di cantiere.
Pertanto, verranno rilasciati tanti Attestati di Congruità di Cantiere quante sono le aziende che svolgono attività edile che partecipano all’opera e dovrà essere seguito questo iter:
1. Ogni azienda che svolga attività edile a cui è stato dato un appalto diretto carica un suo cantiere in Edilconnect che avrà un codice univoco di cantiere diverso del codice delle altre aziende partecipanti all’opera;
2. Ogni azienda che svolga attività edile comunica il Valore Complessivo dell’opera pari o superiore a 70.000 indipendentemente dal fatto che la sua parte di lavoro (edile o non edile) sia inferiore a detto importo;
3. Ogni azienda che svolga attività edile comunica la parte di lavori edili di sua competenza;
4. Ogni azienda è valutata circa la congruità solo per la parte di lavori edili di sua competenza;
5. Ogni azienda, prima del saldo dei lavori (coincidente in estrema sintesi con la emissione della fattura di saldo), deve chiudere il cantiere e chiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere dei lavori edili di sua competenza.
Quindi, ci saranno tanti Attestati di Congruità di Cantiere quante sono le aziende che hanno svolto attività di natura edile e che hanno ricevuto appalto diretto

Attenzione
Le aziende che non applicano il contratto dell’edilizia non devono chiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere e non devono caricare le proprie ore in Edilconnect (a meno che, per quel cantiere, non svolgano opere edili).
Se tuttavia in un cantiere svolgono opere edili avendo ricevuto un appalto diretto dal committente dovranno attivarsi iscrivendosi ad Edilconnect ed adempiere alla procedura sopra descritta richiedendo anch’esse l’Attestato di Congruità di Cantiere.

Non può e non deve essere emessa dalle singole imprese fattura di saldo prima di avere ottenuto l’attestazione di congruità del cantiere

CASO 2: Cantiere privato – presenza di un General Contractor – tante aziende in subappalto

In questo caso esiste una “azienda principale” che deve essere controllata in relazione alla congruità di cantiere. Pertanto, verrà rilasciato un unico Attestato di Congruità di Cantiere che terrà conto della congruità dei dati comunicati dalle/o per le imprese sub-appaltatrici che partecipano all’opera, e dovrà essere seguito questo iter:
1. Il General Contractor carica il cantiere in Edilconnect ed ottiene il codice univoco di cantiere che sarà unico per tutta l’opera;
2. Il General Contractor indica le aziende che svolgono attività edile partecipanti al cantiere in qualità di sub-appaltatrici;
3. Il General Contractor carica sul cantiere le ore relative alla parte di lavori che svolge in prima persona (sempre che svolga delle attività di natura edile);
4. Per i lavori affidati in sub-appalto dovrà essere seguita una delle due procedure seguenti, alternative tra loro, ma entrambe accettate ai fini della Congruità di Cantiere:
• CASO 2 A – Il General Contractor adempie in prima persona agli obblighi di comunicazione;
• CASO 2 B – Il General Contractor non si occupa di adempiere agli obblighi di comunicazione. 

CASO 2 A – Il General Contractor adempie in prima persona agli obblighi di comunicazione:
In questo caso il General Contractor dovrà caricare le fatture (IVA esclusa) che riceve dalle aziende sub-appaltatrici (non le ore di cantiere!).
Prima del saldo dei lavori (coincidente in estrema sintesi con la emissione della fattura di saldo) il General Contractor chiude il cantiere e chiede l’Attestato di Congruità di Cantiere.

Attenzione
Nel testo delle fatture delle imprese sub-appaltatrici deve essere indicato “manodopera per …”, “posa in opera relativa a …”, “lavorazioni di …” e deve essere indicata l’ubicazione del cantiere con i riferimenti allo stesso (meglio se indicato il codice univoco di cantiere).

Nella fattura del sub-appaltatore non è necessario che siano individuati due valori distinti per manodopera prestata e materiali forniti. È sufficiente che rilevi che non si tratta di mera fornitura di merce.

Le aziende che non applicano il contratto dell’edilizia non devono chiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere e non devono caricare le proprie ore in Edilconnect (a meno che, per quel cantiere, non svolgano opere edili).
Se tuttavia in un cantiere svolgono opere edili in sub-appalto rispetto ad un’Impresa Principale, sarà quest’ultima che, una volta aperto il canitiere in Edilconnect, indicherà il nome della sub-appaltatrice e caricherà le fatture che riceve dall’impresa in sub-appalto.

CASO 2 B – Il General Contractor non si occupa di adempiere agli obblighi di comunicazione:

  • Il General Contractor deve comunicare il codice univoco del cantiere alle aziende sub-appaltatrici;
  • Il General Contractor deve sollecitare le singole aziende sub-appaltatrici che svolgono attività edile ad adempiere agli obblighi di comunicazione;
  • Ciascuna azienda sub-appaltatrici che svolge attività edile carica le proprie ore sul cantiere;
  • Il General Contractor verifica che le aziende sub-appaltatrici che svolgono attività edile abbiano caricato le ore di propria competenza;
  • Prima della liquidazione del saldo dei lavori (coincidente in estrema sintesi con la emissione della fattura di saldo) il General Contractor chiude il cantiere e chiede l’Attestato di Congruità di Cantiere.

Attenzione
Le aziende che non applicano il contratto dell’edilizia non devono chiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere e non devono caricare le proprie ore in Edilconnect (a meno che, per quel cantiere, non svolgano opere edili).
Se tuttavia in un cantiere svolgono opere edili in sub-appalto rispetto ad un’Impresa Principale che non si occupa di adempiere agli obblighi di comunicazione dovranno attivarsi iscrivendosi ad Edilconnect ed adempiere alla procedura sopra descritta.

Non può e non deve essere emessa fattura di saldo prima di avere ottenuto l’attestazione di congruità del cantiere.

CASO 3: ATI (Associazione Temporanea di Imprese)

In questo caso è considerata Impresa Principale quella che deve portare a termine il maggiore valore dei lavori edili. Pertanto, verrà rilasciato un unico Attestato di Congruità di Cantiere che terrà conto della congruità dei dati comunicati dall’Impresa Principale e dovrà essere seguito questo iter:
1. L’Impresa Principale deve caricare il cantiere ed ottiene il codice univoco di cantiere che sarà unico per tutta l’opera;
2. L’Impresa Principale deve indicare le altre imprese partecipanti all’ATI come sub-appaltatrici (anche se, di fatto, non sono in sub appalto ma sono in ATI);
3. Per quanto attiene il resto della procedura, il tutto funziona come il “CASO 2” sopra descritto e le comunicazioni potranno essere gestite come i CASI 2A e 2B sopra già ampiamente argomentati.

Chi deve chiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere in caso di lavori affidati dal Condominio?

Nel caso di lavori affidati dal condominio valgono le medesime regole descritte per i lavori privati, dunque Ti rimandiamo per intero al paragrafo precedente.
Si precisa dunque che il Condominio opera come qualunque altro committente privato.

Cosa è il Valore Complessivo dell’opera?

In fase di apertura del cantiere (ma anche nel corso dell’esecuzione dell’opera) ciò che comanda l’obbligo di dover o meno richiedere l’Attestato di Congruità di Cantiere è il valore complessivo dell’opera, ossia il valore del cantiere nel suo complesso, inteso come la somma degli importi relativi ai “lavori edili”, “lavori di falegnameria”, “lavori di lattoneria” ecc.

In particolare:

  • per gli Appalti pubblici: è il valore indicato in sede di aggiudicazione, al netto di iva e al lordo del ribasso.
  • per gli Appalti privati: è il valore indicato nella notifica preliminare di inizio lavori al netto dell’IVA.
  • negli altri casi: è il valore espresso nel contratto d’appalto al netto dell’IVA.

Attenzione
Non rientrano nel costo del valore complessivo le spese professionali.

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