Parcheggio San Martino: confronto urgente con le associazioni

Lo stillicidio di dichiarazioni e articoli sul parcheggio S. Martino sta alimentando la confusione; occorre un confronto con le categorie per comprendere la reale fattibilità dell’opera.

Prima il Molo Clementino, ora il parcheggio S. Martino, le due grandi opere cittadine hanno posto con evidenza l’estrema urgenza di costituire la consulta economica per evitare che i grandi temi di Ancona si trasformino in un “canto polifonico disarmonico”.
Il dibattito nato dalle dichiarazioni sulla diseconomicità del parcheggio San Martino ha preso in contropiede molti degli attori economici cittadini. Il progetto vedeva sostanzialmente il giudizio positivo delle associazioni di categoria. L’aumento dei costi rappresenta sicuramente un elemento di riflessione importante non trascurabile, ma un’opera complessa come il S. Martino non può non tenere conto di tanti altri fattori economico/sociali.

Il sistema dei parcheggi delle grandi città prevede generalmente una organizzazione a cerchi concentrici: parcheggi in centro città per soddisfare la domanda di sosta breve (per gli acquisti veloci) e un sistema di parcheggi scambiatori esterni per la domanda prolungata, di coloro che si trattengono tutto il giorno o mezza giornata in città. Ancona oggi ha la necessità di trovare una soluzione per i parcheggi del centro, cioè per quella domanda “veloce”, visto che attualmente i parcheggi scambiatori presenti in città (primo quello degli Archi) non sono attualmente utilizzati al massimo della loro potenzialità, al contrario invece dei parcheggi del centro città. Questa situazione rende inutile sostituire il S. Martino con un parcheggio scambiatore, perché tale soluzione non sarebbe adeguata a rispondere alla domanda. Inoltre, oltre al costo, occorre tenere conto del tempo, altro fattore che non può più prescindere dalla corretta amministrazione di una città: la problematica dei parcheggi in centro città è ormai cronica.

Per tale ragione la CNA di Ancona ritiene estremamente complicato oggi procedere a trovare, progettare, mettere a bando e costruire un nuovo contenitore in tempi brevi. Sappiamo infatti che le opere pubbliche in Italia hanno necessità di tempi lunghi. Il parcheggio S. Martino oggi è arrivato alla progettazione (dopo anni di confronto) e azzerare tutto vorrebbe dire far passare 10 o più anni prima di vedere costruita una nuova alternativa.

Infine il parcheggio S. Martino permetteva anche un ruolo nella politica di decoro cittadino: permetteva la riqualificazione di un’area che ne ha assolutamente bisogno, restaurando uno dei tanti contenitori cittadini che hanno bisogno di interventi. Rinunciare quindi all’opera vuol dire rinunciare a riqualificare una delle più importanti “porte cittadine” di entrata alla città.

“La CNA non è contraria a soluzioni alternative al parcheggio S. Martino – commenta Raffaele Giorgetti, presidente della CNA di AnconaAlcune soluzioni alternative possono essere rappresentate dall’ex Savoia, perché intercetterebbe direttamente tutte le auto provenienti dall’asse Sud. Un’altra alternativa potrebbe essere rappresentata dall’area sopra il Porto Traianeo o l’Istituto Nautico. La preoccupazione che però abbiamo su queste alternative risiede nella tempistica: temiamo che tra la decisioni e la realizzazione concreta passi troppo tempo. Anche il project financing può essere interessante, ma per essere valutato occorrerebbe comprendere le modalità per non ripetere errori del passato – conclude Giorgetti – Infine l’utilizzo del mezzo pubblico: la CNA ritiene che sia la soluzione migliore ma alla popolazione occorre un’operazione “educativa”. In alcune città medio grandi ci sono pulmini shuttle ecologici che portano i cittadini dai parcheggi scambiatori, senza fermate intermedie. Ne andrebbe valutata l’opportunità e la fattibilità economica.

“Se acquistiamo una bottiglietta d’acqua in un supermercato in periferia di Ancona pagheremo al massimo 50 centesimi. Se quella stessa bottiglietta la comprassimo in un importante concerto la pagheremmo sui 2 euro. – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di AnconaQuesto per spiegare che si il costo del S. Martino è alto, ma i parcheggi che andremo ad ottenere sono di estremo pregio, necessari ad una domanda che ha specifiche esigenze e che oggi trova risposta solo nel Parking coperto del Pertini – conclude Cantori – La CNA, infine, non sottovaluta l’evidente aumento dei costi. Se questo aumento dei costi portasse ad uno squilibrio finanziario di M&P, tale da mettere in pericolo la società, l’allarme del comune sarebbe più che comprensibile, ma per sviluppare un dibattito corretto e utile alla scelta finale, occorrerebbe avere un confronto atto ad approfondire dati e opinioni della società partecipata dal comune.”

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