Agevolazioni alle assunzioni: cosa cambia dal 2024

Dopo tre anni di esonero totale si ritorna all’ordinario regime di incentivi previsto per l’assunzione di under 30 e donne svantaggiate.

L’esonero contributivo totale previsto riguarda le assunzioni effettuate fino al 31/12/2023 e la  legge di bilancio per il 2024 non prevede alcuna proroga, né misure analoghe a favore delle suddette categorie di lavoratori.

Incentivo strutturale giovani

Nel caso di assunzione di giovani si prevede un esonero contributivo parziale nella misura del 50% dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti, con esclusione dei premi assicurativi Inail.
Tale incentivo ha natura strutturale e non ha alcuna scadenza temporale, a differenza dell’esonero totale previsto dall’art. 1, comma 297, della legge n. 197/2022, che si applica limitatamente alle assunzioni effettuate nel 2023.

L’esonero contributivo parziale può essere fruito dai datori di lavoro privati che assumono lavoratori con contratto a tempo indeterminato o convertono contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (è escluso il lavoro domestico).

I requisiti che deve possedere il lavoratore sono:

  • un’età inferiore a 30 anni;
  • l’assenza di contratti di lavoro a tempo indeterminato nella propria vita lavorativa.

L’età anagrafica deve essere verificata all’atto dell’accesso all’agevolazione per cui il lavoratore al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto non deve ancora aver compiuto il trentesimo anno d’età.
Quanto all’altra condizione, rilevano esclusivamente i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato mentre non assumono rilevanza eventuali pregressi rapporti di lavoro autonomo, compresi quelli nella forma di collaborazione coordinata e continuativa (cfr. circ. Inps n. 40/2018).

Sono previste tuttavia alcune eccezioni.

La prima è quella relativa all’assunzione di un giovane che sia già stato assunto da un altro datore di lavoro che ha fruito solo parzialmente dell’agevolazione (cfr. art. 1, c. 103 L. n. 205/2017). In tale ipotesi, il datore di lavoro potrà fruire dell’incentivo parziale per il periodo residuo (36 mesi meno le mensilità già fruite dal precedente datore di lavoro) a prescindere dall’età anagrafica e dalla presenza della precedente assunzione a tempo indeterminato.

Altre deroghe riguardano invece i rapporti di lavoro pregressi. Sono infatti irrilevanti i precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato con contratto di apprendistato svolti dal lavoratore presso un altro datore di lavoro a condizione che non siano proseguiti in un rapporto a tempo indeterminato.

L’Inps, inoltre, ha ritenuto che non vadano considerati ostativi i rapporti con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato e quelli di lavoro domestico (v. circ. n. 40/2018).

La durata dell’esonero è di trentasei mesi e si applica in tutto il territorio nazionale.

L’esonero contributivo non spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223, nella medesima unità produttiva in cui viene assunto il lavoratore per il quale si intende fruire dell’agevolazione (art. 1, comma 104, l. n. 205/2017).

L’esonero contributivo è revocato nel caso in cui il datore di lavoro proceda al licenziamento del lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva per giustificato motivo oggettivo. La revoca comporta il recupero del beneficio già fruito.

Riduzione contributiva assunzione di donne svantaggiate

L’assunzione di donne svantaggiate consente la riduzione in misura pari al 50% dei contributi a carico dei datori di lavoro privati e si applica anche ai premi assicurativi dovuti all’Inail.

La durata della riduzione è di dodici mesi, nel caso di contratto a tempo determinato e di diciotto mesi se l’assunzione è a tempo indeterminato. Si applica anche nel caso di trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. In tal ipotesi la durata dell’agevolazione contributiva non può superare diciotto mesi.

Riguarda le assunzioni di donne svantaggiate, cioè coloro che soddisfano le seguenti condizioni:

Le condizioni soggettive in capo al datore di lavoro sono le seguenti:

  • l’assunzione deve comportare un incremento occupazionale secondo quanto previsto dall’articolo 2, punto 32 del regolamento (v. circ. Inps n. 32/2021);
  • l’impresa non deve essere in difficoltà (art. 2, punto 32 del regolamento);
  • il beneficiario non deve rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti che lo Stato (cd. clausola Deggendorf).

Oltre alle condizioni comunitarie, si applicano anche quelle previste dall’articolo 31 del d.lgs. n. 150/2015 e dell’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge n. 296/2006.

Nuovo incentivo assunzioni 2024 approvato: come funziona

Uno dei decreti legislativi approvato lo scorso 16 ottobre 2023 sulla revisione  di IRPEF  e IRES in attuazione della delega fiscale (legge n. 111 2023) prevede una nuova modalità di agevolazione per le  assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2024.

Non  si tratta, come spesso in passato , di  un esonero dalla contribuzione INPS  ma di  una deduzione fiscale, maggiorata,  in contabilità dell’intero costo  del lavoratore, del 120% (o 130% in caso di assunzione di categorie svantaggiate).

Nello specifico, il costo del lavoro, ai fini della deduzione, sarà maggiorato:

  • del 20% del costo riferito all’incremento occupazionale  per tutti i  nuovi  assunti e
  • del 30%  del costo riferito alle assunzioni di lavoratori  svantaggiati (si intendono:  lavoratori “molto svantaggiati” ai sensi della normativa europea; persone con disabilità; minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare; donne di qualsiasi età con almeno due figli minori; giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile; ex percettori del reddito di cittadinanza che non integrino i requisiti per l’accesso all’Assegno di inclusione).

Il beneficio sarà applicabile alle spese per:

  • retribuzioni, contributi,  bonus,  TFR a favore del lavoratore
  • solo per contratti a tempo indeterminato  (non per contratti a termine né per conversione di tempo determinato in tempo indeterminato)
  • solo  per il 2024
  • solo in caso di incremento occupazionale cioè di comprovato aumento sia  della platea media  di lavoratori che del costo complessivo  rispetto all’anno precedente.

Non è richiesto che il contratto sia per il lavoratore il primo a tempo indeterminato.

I risparmi con il nuovo incentivo
Il risparmio fiscale  è quella risultante dal calcolo del 20% del minor valore tra il costo delle nuove assunzioni  2024  e la differenza tra costo  in bilancio nel  2024 e  nel 2023.
ESEMPIO: assunzione da parte di una srl soggetta a IRES al 24% di due  dipendenti con costo pari a 80 mila euro  con  maggior costo a bilancio  rispetto al 2023  di 50mila euro. Su questo importo si calcola il 20% ovvero 10 mila euro di maggiore deduzione. 

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