Mamme a Partita Iva: si allunga il congedo di maternità

Con la Circolare n. 1 del 3 gennaio 2022, l’INPS fornisce le prime indicazioni in materia di tutela della maternità e della paternità per le lavoratrici e per i lavoratori autonomi e in materia di congedo obbligatorio e facoltativo di paternità per i lavoratori dipendenti.

Tutela maternità

Il comma 239 della Legge 234/2021, (Legge di Bilancio 2022) introduce, per le lavoratrici autonome con reddito fino a 8.145 euro, tre mesi in più di congedo di maternità. Questo periodo si aggiunge ai cinque mesi già attualmente previsti, portando a otto mesi la durata del congedo di maternità per le lavoratrici autonome.

Più in particolare, la misura si applica:

  • alle lavoratrici iscritte alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8
    agosto 1995, n. 335;
  • lavoratrici iscritte alle Gestioni autonome INPS;
  • libere professioniste iscritte alle casse professionali.

L’INPS sul punto chiarisce che nonostante il dettato normativo menzioni solo le lavoratrici come destinatarie della tutela, la stessa debba essere riconosciuta anche ai padri lavoratori autonomi o iscritti alla Gestione separata che si trovino nelle stesse condizioni reddituali e subordinatamente al verificarsi degli eventi indennizzabili nei casi di morte o di grave infermità della madre, previsti dalla
normativa di riferimento (D.lgs. n. 151/2001).

Per poter richiedere l’ulteriore periodo di maternità è necessario che il reddito dichiarato nell’anno precedente il periodo di maternità non superi l’importo di 8.145,00 euro. Per anno civile precedente si intende il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre.

Lavoratrici e lavoratori autonomi

Alle lavoratrici e ai lavoratori autonomi, può essere riconosciuta un’indennità di maternità/paternità per i 3 mesi immediatamente successivi ai 5 mesi di maternità/paternità (2 prima del parto e 3 dopo il parto) di cui all’articolo 66 del D.lgs. n. 151/2001, purché siano in possesso della regolare copertura contributiva per tutto il periodo indennizzabile per maternità.

Il congedo parentale per le madri lavoratrici autonome, pari a 3 mesi da fruire entro il primo anno di vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione) del minore, potrà essere fruito soltanto al termine di tutto il periodo indennizzabile di maternità.

Lavoratrici e lavoratori iscritti alla gestione separata

Le libere professioniste/liberi professionisti e categorie assimilate iscritti alla gestione separata possono fruire dell’indennità di maternità/paternità per i 3 mesi immediatamente successivi (anche in caso di adozione o affidamento):

  • ai 3 mesi successivi al parto;
  • ai 4 mesi successivi al parto in caso di flessibilità;
  • ai 5 mesi successivi al parto in caso di fruizione esclusiva dopo il parto;
  • ai giorni non goduti nel caso di parto prematuro o fortemente prematuro, che si aggiungono
    al periodo di maternità post partum.

Per le lavoratrici parasubordinate, invece, può essere riconosciuta un’indennità di maternità/paternità per i 3 mesi immediatamente successivi:

  • ai 3 mesi successivi al parto;
  • ai 4 mesi successivi al parto in caso di flessibilità;
  • ai 5 mesi successivi al parto in caso di fruizione esclusiva dopo il parto;
  • ai 7 mesi successivi al parto in caso di interdizione prorogata;
  • ai giorni non goduti nel caso di parto prematuro o fortemente prematuro, che si aggiungono al periodo di maternità post partum.

Periodo transitorio

I tre mesi aggiuntivi di maternità/paternità dovranno iniziare in data non precedente al mese di gennaio 2022.
Per il diritto, anche il periodo precedente di congedo obbligatorio (i cinque mesi ordinari), deve essere iniziato dopo il primo gennaio 2022, oppure prima ma parzialmente ricadente nel 2022. Se invece i cinque mesi di congedo sono scaduti prima del 31 dicembre 2021, non spettano gli ulteriori tre mesi di maternità.

La domanda potrà essere presentata telematicamente, attraverso i consueti canali.

Congedo obbligatorio e facoltativo al padre lavoratore dipendente

Il comma 134 della Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) ha reso strutturali e stabilizzato, a decorrere dal 2022, le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti:  dieci giorni obbligatori e uno facoltativo. In entrambi i casi, da utilizzare nei primi cinque mesi di vita del figlio.

Il congedo obbligatorio è destinato ai lavoratori dipendenti, ed è un diritto autonomo del padre e, pertanto, è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio. Il congedo facoltativo, invece, non è un diritto autonomo, è fruibile previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In pratica, la madre rinuncia a un giorno di maternità cedendolo al padre, che lo utilizza appunto come giorno di congedo facoltativo.

La domanda dovrà essere presentata all’INPS soltanto dai lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’istituto, mentre, nel caso in cui le indennità siano anticipate dal datore di lavoro, i lavoratori devono comunicare al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo, senza necessità di presentare domanda all’Istituto. Infine, l’Istituto precisa che, relativamente al computo dei giorni relativi ai congedi in argomento, devono essere computate e indennizzate le sole giornate lavorative.

Per avere maggiori informazioni contatta il nostro ufficio patronato!

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