Uscire dalla zona euro per l’Italia significa fallire

Riflessioni sul voto

Il commento di Marco Tiranti, presidente CNA Provincia Ancona
alla Direzione Provinciale CNA svoltasi nella serata del 5 marzo

Politica associativa, avvio della stagione delle assemblee elettive e prime valutazioni sull’esito del voto: questi gli argomenti discussi nella serata del 5 marzo scorso dalla Direzione Provinciale della Cna.
Di seguito le considerazioni sulla recente tornata elettorale espresse da Marco Tiranti, presidente provinciale Cna.

“Con la tornata elettorale ormai alle spalle, la macchina organizzativa della politica si è fermata e dopo la conta dei voti la parola spetta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
In Cna avevamo già previsto la situazione che si è venuta

a creare, perché avevamo già testato gli umori dei nostri iscritti negli incontri con gli imprenditori, e l’aria era quella della protesta.
Anche se abbiamo sempre cercato di tenere i toni dei nostri incontri abbastanza sobri, cercando di far capire agli imprenditori che in situazioni come queste occorre ragionare più con la testa che con il cuore, purtroppo l’esito elettorale è stato il peggiore che si potesse verificare.
Stando alle dichiarazioni di alcuni esponenti di nuovi partiti, tutto lascia pensare ad un difficile dialogo tra le parti.
La Cna ha avanzato, durante gli incontri pre elettorali con tutti i candidati delle varie liste, richieste utili al mondo dell’impresa perché crediamo che la politica debba creare le condizioni di sviluppo per le pmi, le quali potranno così creare, a loro volta, posti di lavoro. Siamo infatti scettici di fronte a chi sostiene che sono i governi a creare posti di lavoro.
Anche la base elettiva in questa tornata elettorale si è espressa in modo molto chiaro: alcuni partiti sono usciti definitivamente dallo scenario politico, gli elettori non vogliono più troppi simboli tra cui scegliere, vogliono invece sentire proposte chiare.
Ciò che ci preoccupa è che ora alcuni auspicano l’uscita dell’Italia dalla zona euro. Senza peli sulla lingua, pensiamo che sia logico per chi, come alcuni leader, possiede conti in banche straniere sostenere una tale tesi. Ma restiamo basiti quando ad appoggiarla sono anche coloro che lavorano, producono e mantengono ricchezza qui, sul territorio nazionale.
Uscire dalla zona euro per una nazione come l’Italia significa fallire. Una cosa del genere è stata possibile soltanto ad una piccola nazione come l’Islanda, la cui economia ha portate meno sostanziose.
Siamo in crisi, ci servono azioni immediate, abbiamo bisogno di una guida stabile: l’esito delle elezioni non ha consegnato un quadro di stabilità, vediamo di lavorare su questo e diamo al Paese la governabilità di cui ha bisogno”.

UFFICIO STAMPA: DANIELA GIACCHETTI

 

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