Associazioni di categoria e di settore si incontrano a Jesi, in occasione del Festival Pikkanapa, per salvaguardare il settore della canapa e promuovere la modifica dell’emendamento al DDL Sicurezza.
L’edizione 2024 del Festival Pikkanapa di Jesi vede per la prima volta, come partner sindacale, la CNA Agroalimentare di Ancona. L’associazione di categoria ha deciso di organizzare in questo ambito un incontro sindacale, che si terrà a Palazzo Santoni a Jesi sabato 31 agosto alle ore 18.30, con al centro le novità che verrebbero introdotte dal DDL Sicurezza nell’utilizzo della canapa nel settore alimentare.
Sette associazioni hanno aderito all’incontro con la partecipazione di propri rappresentanti: Gianni Fabbris per Altra Agricoltura, Mattia Cusani per Canapa Sativa Italia, Roberto Profili per CIA, Antonio Trionfi Honorati per Confagricoltura, Francesca Petrini per CNA Agroalimentare, Rachele Invernizzi per Federcanapa e Matteo Venturini per Liberi Agricoltori. Si tratta quindi di una sorta di “Stati generali” del settore della canapa sativa che si muove per salvaguardare un prodotto che negli anni ha aumentato il suo peso nel settore agroalimentare.
La canapa sativa in Italia sta vivendo una crescita significativa, sia in termini di produzione agricola che di espansione commerciale. Il numero di aziende agricole che coltivano canapa sativa in Italia è in aumento, specialmente dopo la legge del 2016 (Legge 242/2016) che ha regolamentato la coltivazione della canapa industriale. Nel 2018, si contavano oltre 4.000 ettari coltivati a canapa, con un forte incremento rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la superficie coltivata è soggetta a fluttuazioni a causa di incertezze normative e di mercato.
Il numero di negozi che vendono prodotti a base di canapa è cresciuto rapidamente, specialmente nel contesto del “cannabis light”, ossia canapa con bassi livelli di THC (inferiore allo 0,2%). Questi negozi vendono una varietà di prodotti, tra cui oli, alimenti, cosmetici e tessuti. Si stima che ci siano oltre 1.000 punti vendita specializzati in Italia, con una concentrazione maggiore nelle grandi città.
Le aziende agricole, i negozi specializzati e i produttori di derivati stanno contribuendo a costruire una filiera che potrebbe avere impatti positivi sia sul piano economico che ambientale. Questo trend potrebbe subire una brusca frenata derivante proprio dall’emendamento proposto dal Governo (art. 13 bis), al Disegno di Legge “Sicurezza”, che vieta la coltivazione, la lavorazione e la vendita delle infiorescenze della canapa, cioè la parte più redditizia in termini economici per l’intera filiera agroalimentare (si salverebbe solo la canapa ad uso tessile).
