Un anno difficile per l’export marchigiano, nautica e prodotti petroliferi a picco

Un calo di 1,5 miliardi di euro per l’export delle Marche nel 2020. A lanciare l’allarme è il centro studi di CNA Marche che ha elaborato i dati Istat. Le esportazioni delle Marche sono calate dell’11,7% e quindi più rapidamente di quanto è avvenuto per il Paese nel suo complesso (-9,7%) e per regioni simili alle Marche per struttura economica e importanza delle Pmi (Veneto ed Emilia Romagna -8,2%, Toscana -6,2%).

Questa diminuzione non ha provocato però un calo dell’incidenza delle Marche nell’export italiano che rimane ferma al 2,5%.

“La perdita dell’export nel 2020 si è concentrata soprattutto nel sistema moda (-26,6%), nella nautica (-60,6%) e nei prodotti energetici (coke e prodotti petroliferi raffinati: -65,7%) impone di raddoppiare gli sforzi nel 2021 per favorire la presenza delle nostre imprese sui mercati esteri e di ripensare alcuni orientamenti produttivi incardinati su attività ormai desuete – commenta il segretario della CNA regionale, Otello Gregorini – Vanno stanziate risorse adeguate per promuovere l’internazionalizzazione e va consolidata e rafforzata la collaborazione tra Regione, Camera di Commercio e associazioni di categoria per cogliere tutte le opportunità legate all’obiettivo europeo di favorire la transizione ecologica e l’evoluzione digitale”.

Le difficoltà dell’export marchigiano si sono concentrate (in termini assoluti) nel sistema moda (-584 milioni di euro di export), nei mezzi di trasporto (-276 milioni) dove è soprattutto l’export del settore nautico a segnare il passo, nei macchinari (-230 milioni circa) e poi nella “meccanica leggera” (-163 milioni) e negli elettrodomestici (-160 milioni).

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