Turismo della neve in Appennino, interventi immediati contro la crisi

L’anomalo andamento climatico sta mettendo in ginocchio il turismo della neve anche in Appennino. È quanto mai necessario sostenere il settore prima del collasso. È stato questo il tema del positivo incontro tenuto tra il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, governatori e assessori competenti delle regioni interessate al fenomeno (Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise) con le associazioni maggiormente rappresentative del turismo. CNA Turismo e Commercio, presente al vertice con il presidente Marco Misischia e il coordinatore Cristiano Tomei, ha sostenuto la necessità di mettere in campo immediate misure per dare respiro alle imprese della filiera del turismo della neve.

Un comparto, quello del turismo della neve sull’appennino, che vale 2,5 miliardi di euro a stagione se si tiene conto del fatturato per i servizi di noleggio delle attrezzature, degli impianti di risalita, delle scuole dei maestri di sci, degli skipass, e della ricettività alberghiera ed extralberghiera. Questo fenomeno garantisce, al netto degli escursionisti in giornata, un flusso di 8 milioni di turisti con una media pro capite di almeno 5 pernottamenti. Con un ulteriore incremento al movimento economico se si considerano anche la ristorazione, lo shopping e i servizi connessi al relax e al benessere. Quella della neve rappresenta un’offerta strategica e fondamentale per il turismo del nostro Paese che va tutelata e potenziata. È quindi necessario liberare le risorse disponibili per dare risposte immediate agli operatori senza dimenticare interventi strutturali, quali i fondi di rotazione del turismo, per incentivare gli investimenti che possano prevedere anche la diversificazione e la destagionalizzazione dell’offerta, magari con l’istituzione di un tavolo permanente. Piena convergenza su questi temi è stata espressa dal ministro e dai partecipanti all’incontro.

 

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