Tasse, che dolore! Nella provincia di Ancona + 70% e si vola oltre la media nazionale

Boom di presenze al convegno CNA-Confartigianato tra autorità locali, cittadini e imprese
La tassazione locale, nella provincia di Ancona, nel periodo 2008-2013 è letteralmente esplosa con una crescita di oltre il 70% (oltre la media nazionale che è pari al 68,5%).
Lo dicono a chiare cifre i dati dell’indagine di Cna e Confartigianato che hanno analizzato i bilanci dei Comuni della provincia di Ancona periodo 2008-2013.
pubblico2L’argomento è talmente sentito, soprattutto in questo periodo di difficoltà, che è stato un vero e proprio boom di presenze quello registrato lunedì sera al Conero Break di Ancona, dove le due associazioni di categoria hanno organizzato il convegno “Il peso della tassazione locale su imprese e cittadini” invitando anche le autorità locali, intervenute numerose insieme a cittadini e imprenditori.
Hanno relazionato Giovanni Dini in rappresentanza degli uffici studi delle due Associazioni che hanno svolto l’indagine; Massimiliano Santini direttore Cna Provinciale Ancona, Giorgio Cataldi segretario Confartigianato Provinciale Ancona, Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Lamberto Magnani e Andrea Trevisani rispettivamente dei Dipartimenti Politiche Fiscali di Cna e Confartigianato nazionali, On. Marco Causi della Commissione Finanze della Camera, Sen. Remigio Ceroni della Commissione Bilancio del Senato.relatori
Dati chiari, analisi disperate e univoche: la percentuale della tassazione è ormai insostenibile e affossa il sistema produttivo, in particolare le piccole imprese.
Il quadro che si è delineato è quello di una tendenza decisamente decrescente delle entrate dei Comuni (-6%) che è la risultante di dinamiche differenti: forte crescita delle entrate tributarie (dal 30,5% del 2008 al 54,1% del 2012); vero e proprio tracollo delle entrate da contributi e trasferimenti correnti (dal 22,9% all’8,3%); netto ridimensionamento delle entrate derivanti da alienazione, trasferimenti di capitale e da riscossione dei crediti (dal 15,2% al 7,5%).
Lo stesso Mangialardi ha confermato che “la riduzione dei trasferimenti statali è stata compensata da un aumento delle entrate tributarie e che il Comune del 2014 è un Comune che, colpito dalla crisi dell’edilizia, bloccato dai vincoli del patto di stabilità, non fa investimenti, incontra difficoltà a effettuare anche le manutenzioni ordinarie di strade e scuole, ha come priorità il mantenimento della spesa per il welfare”.
Quali sono allora le prospettive? Non ci sono altre soluzioni, secondo Confartigianato e Cna, rispetto alle richieste che avanzano ai Sindaci per risollevare le piccole imprese e dare respiro ai cittadini: ridurre la tassazione locale con azioni di razionalizzazione della macchina burocratica e riduzione dei costi evitando sprechi, aggregando Enti Locali, Servizi e Municipalizzate; indire gare per lavori e acquisti facilitando la partecipazione delle pmi locali; velocizzare gli interventi di manutenzione per scuole e strade; velocizzare i pagamenti delle forniture e dei lavori eseguiti dagli imprenditori; esternalizzare i servizi che possono essere svolti dai privati, favorendo la competizione fra imprese del territorio.
A livello nazionale, le due associazioni chiedono un intervento di riduzione della tassazione sul reddito delle imprese e sul lavoro autonomo, utilizzando le risorse provenienti dalla spending review, attuare le norme di semplificazione fiscale per ridurre gli oneri alle imprese.
GLI UFFICI STAMPA
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