Superbonus 80%: tutti i vantaggi per alberghi e strutture ricettive

L’articolo 1 del D.L. 152/2021 (in vigore dal 7 Novembre) rende operativo il “Superbonus Alberghi e Strutture ricettive”, ossia un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto, che può arrivare fino a un massimo di 100mila euro, alle strutture ricettive e agli altri operatori del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale che effettuano interventi, inclusi i necessari lavori edilizi, finalizzati all’efficienza energetica, alla riqualificazione antisismica, all’eliminazione delle barriere architettoniche, alla realizzazione di piscine termali, alla digitalizzazione.

Gli incentivi (credito d’imposta, contributo a fondo perduto o entrambi, ma ci sono delle condizioni da rispettare per il cumulo) sono riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96, e dalle pertinenti norme regionali, alle strutture ricettive all’aria aperta, nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

Il contributo a fondo perduto e il credito d’imposta sono riconosciuti in relazione alle spese sostenute, ivi incluso il servizio di progettazione, per eseguire, nel rispetto dei principi della «progettazione universale» i seguenti interventi:

a) interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;


b) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503;


c) interventi edilizi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c), d) ed e.5), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, funzionali alla realizzazione degli interventi di cui alle lettere a) e b);


d) realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all’articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323;


e) spese per la digitalizzazione previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106.
Le modalità applicative per l’erogazione degli incentivi saranno definite con un bando del Ministro dei Turismo.

Quanto si può risparmiare?

Il credito d’imposta e il contributo a fondo perduto sono riconosciuti in relazione alle spese sostenute per la realizzazione di uno o più interventi dei seguenti interventi:

  • interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • opere edilizie (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi di cui ai punti precedenti;
  • per gli stabilimenti termali: realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • digitalizzazione: impianti wi-fi, siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi e pubblicità per promuovere e commercializzare servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate, consulenza per la comunicazione e il marketing digitale, strumenti per la promozione di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità.

Attenzione
Sono ammissibili gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 fino al 31 dicembre 2024.

Il credito d’imposta si applica anche in relazione ad interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi al 7 novembre 2021, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Come

Il credito d’imposta è pari all’80% delle spese sostenute. Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un importo massimo di 40.000 euro, incrementabile:

  • fino ad ulteriori 30.000 euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica per almeno il 15% dell’importo totale;
  • fino a ulteriori 20.000 euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile (società cooperative o di persone costituite per almeno il 60% da donne, società di capitali con almeno i due terzi delle quote possedute da donne e con organi di amministrazione costituiti per almeno i due terzi da donne, imprese individuali gestite da donne) o quella giovanile (società cooperative o di persone costituite per almeno il 60% da giovani di età tra i 18 e i 35 anni, società di capitali con almeno i due terzi delle quote possedute da giovani e con organi di amministrazione costituiti per almeno i due terzi da giovani, imprese individuali gestite da giovani);
  • fino a ulteriori 10.000 euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Attenzione

In relazione ai medesimi interventi agevolati, il credito d’imposta e il contributo a fondo perduto sono cumulabili, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’Irap, non porti al superamento del costo sostenuto.

I due incentivi non sono cumulabili, invece, con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi.

Per le spese ammissibili non coperte dagli incentivi (credito d’imposta e contributo a fondo perduto), si può accedere anche al finanziamento a tasso agevolato previsto dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017, a condizione che almeno il 50% di tali costi riguardi interventi di riqualificazione energetica.

Quando

Per l’accesso al credito d’imposta e al contributo a fondo perduto dovrà essere presentata apposita domanda in via telematica, secondo modalità che dovranno essere stabilite da un decreto del Ministero del Turismo.

Entrambi gli incentivi saranno concessi, secondo l’ordine cronologico delle domande, nel limite di spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2022, 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 milioni di euro per l’anno 2025, con una riserva del 50% dedicata agli interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica. A tali risorse si aggiungono ulteriori 100 milioni per il 2022 per il solo credito di imposta.

Calcola il risparmio

Caso 1: si richiede solo il credito d’imposta


Risparmio %
Si supponga che un’impresa alberghiera, a partire dal 1° dicembre 2021, effettui interventi per il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva per un importo totale di 210.000 euro. L’impresa intende chiedere solo il credito d’imposta dell’80% della spesa sostenuta.

Caso 2: si richiede solo il contributo a fondo perduto nel caso di impresa femminile al sud


Risparmio %
Si supponga che un’impresa alberghiera femminile ubicata in Campania, a partire dal 1° dicembre 2021, effettui interventi per il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva per un importo totale di 180.000 euro.

L’impresa intende chiedere solo il contributo a fondo perduto del 50% della spesa sostenuta.

Il contributo calcolato sulle spese sostenute è pari a 90.000 euro (180.000×50%), superiore al contributo totale concesso, pari a 70.000 euro (40.000+20.000+10.000).

L’impresa, quindi, può richiedere un contributo pari a 70.000 euro; il risparmio, pertanto, si riduce.

Caso 3: si richiede sia il credito d’imposta che il contributo a fondo perduto


Risparmio %
Si supponga che un’impresa alberghiera, a partire dal 1° dicembre 2021, effettui interventi per il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva per un importo totale di 360.000 euro.

L’impresa intende chiedere sia il credito d’imposta dell’80% sia il contributo a fondo perduto del 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo

L’impresa può chiedere:

un credito di imposta pari a 288.000 euro (360.000×80%)
un contributo a fondo perduto pari a 40.000 euro (l’impresa non rientra in nessuna condizione che dà diritto ad un contributo maggiorato)
per un’agevolazione totale di 328.000 euro.

Per ricevere informazioni o chiarimenti riguardanti il Superbonus per alberghi e strutture ricettive contattare Giacomo Mugianesi

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