Smartphone. Attenzione al microfono: indagine del Garante sulle App “rubadati”

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II Garante ha avviato una istruttoria sulla capacità, da parte dei microfoni degli smartphone,  di carpire informazioni tramite i microfoni sempre accesi delle informazioni che potrebbero essere poi rivendute a società per fare proposte commerciali.

Molte App che scarichiamo sui nostri cellullari infatti, tra le autorizzazioni di accesso che richiedono al momento del download, INSERISCONO ANCHE L’UTILIZZAZIONE DEL MICROFONO.

Una volta che si accetta, senza pensarci troppo e senza informarsi sull’uso che verrà fatto dei propri dati, il gioco è fatto.

Su questo ILLECITO UTILIZZO di DATI che si sta facendo ALLE SPALLE DI PERSONE IGNARE, già all’attenzione dei suoi uffici, il GARANTE PER LA PRIVACY HA AVVIATO UN’INDAGINE dopo che un SERVIZIO TELEVISIVO e  DIVERSI UTENTI hanno segnalato che:

BASTEREBBE PRONUNCIARE ALCUNE PAROLE SUI LORO GUSTI, PROGETTI, VIAGGI O SEMPLICI DESIDERI PER VEDERSI ARRIVARE SUL CELLULARE LA PUBBLICITÀ DI UN’AUTO, DI UN’AGENZIA TURISTICA, DI UN PRODOTTO COSMETICO.

L’Autorità ha avviato un’istruttoria, in collaborazione con il NUCLEO SPECIALE PRIVACY e FRODI TECNOLOGICHE DELLA GUARDIA DI FINANZA, che prevede l’esame di una serie di app tra le più scaricate e la verifica che l’informativa resa agli utenti sia chiara e trasparente e che sia stato correttamente acquisito il loro consenso.

La nuova attività del Garante si affianca a quella già avviata sulla semplificazione delle informative, attraverso simboli ed immagini, affinché gli utenti e i consumatori siano messi in grado in maniera sintetica ed efficace di fare scelte libere e consapevoli.

 

Fonte: comunicato stampa GPDP del 29 settembre 2021

Per maggiori informazioni o contatti – Servizio Privacy e Cyber Security

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