Semplificare il fisco si deve e si può

di Massimiliano Santini*
 
Le semplificazioni contenute nello schema di decreto legislativo attuativo della riforma fiscale all’esame delle Commissioni Parlamentari rappresentano un buon avvio di un lavoro che, però, si preannuncia ancora lungo. Serve infatti maggiore coraggio per costruire un sistema tributario che non ostacoli l’attività d’impresa a causa dell’elevata pressione fiscale gravata dalla complessità degli adempimenti. L’obiettivo da raggiungere è quello ambizioso indicato dal Premier Renzi: far scalare al nostro Paese, entro il 2018, 50 posizioni (dalla 65° alla 15°) nella classifica mondiale del Doing Business Index sulla facilità di fare impresa. A questo proposito, la riduzione dalle attuali 269 ore necessarie in Italia per pagare le tasse alle 80 ore dell’Irlanda, si raggiunge solo attraverso una radicale razionalizzazione del sistema che deve passare per un rigoroso rispetto dello Statuto del Contribuente.
Oltre al rafforzamento delle semplificazioni previste nello schema di decreto legislativo, sollecitiamo ulteriori interventi: abolizione della responsabilità solidale delle ritenute nei contratti di subappalto, innalzamento del limite entro il quale è possibile compensare crediti o ottenere il rimborso dell’IVA senza adempimenti e revisione della fiscalità immobiliare accorpando la TASI nell’IMU.
La dichiarazione dei redditi precompilata potrà portare ad un’effettiva semplificazione nei rapporti tra fisco e contribuenti, se sarà rivisto il sistema di deduzioni e di detrazioni e rese funzionali le banche dati, ma vanno riviste le eccessive sanzioni poste a carico dei sostituti d’imposta coinvolti nel processo.
Infine, una reale semplificazione non può prescindere dalle modalità con cui si determina il reddito d’impresa e, su questo versante, è necessaria una profonda riscrittura, prevista dalla legge delega, dei regimi contabili applicabili dalle micro e piccole imprese.
 
*Direttore CNA Provincia Ancona
 

Potrebbe interessarti anche

ASSOCIATI