Risorse entro maggio o si rischia di non uscire indenni dalla primavera

Di Otello Gregorini
Direttore CNA Provincia Ancona

ANCONA – Questa domenica i cittadini della nostra provincia avrebbero dovuto andare al voto. Come noto, l’appuntamento non si verifica in seguito al provvedimento che prevede il superamento della Province attraverso il mancato rinnovo delle cariche alla scadenza. E’ vero però che, a distanza di mesi dalle decisioni del governo in merito, ancora nulla si è deciso in quanto a deleghe e personale dipendente. E’ opportuno riflettere su questo aspetto così come su quanto annunciato dopo l’ultima seduta del consiglio dei Ministri, che ha deciso di nominare tre tecnici per tagliare la spesa pubblica. Ma come: non era già un governo di tecnici?
Se il nostro Paese vuole cambiare (mi domando però: ma siamo sicuri che vuole cambiare?) deve agire diversamente. Non possiamo continuare ad essere governati male o a non essere governati. Perché in politica e nelle istituzioni tutto diventa difficile, anche le cose semplici. Faremmo meglio a fare riferimento alla famiglia o alle imprese, in special modo quelle medio piccole, che ci danno il buon esempio da seguire: affrontano tanti problemi eppure non perdono tempo in fronzoli, non compiono scelte inconcludenti e prive di senso. L’istituzione-famiglia e l’impresa, soppesano ogni decisione, valutano ogni euro da spendere, cercano di non lasciare nulla al caso.
Prima di superare il punto di non ritorno, sia sotto il profilo economico, sia sociale, sia della stessa democrazia, sarebbe bene fare una riflessione, mettere un punto per poi ripartire con decisione.
Quanto stabilito sul fronte del rigore era necessario ma chiunque avrebbe potuto farlo. Invece non arrivano le ipotizzate scelte sullo sviluppo e questa assenza può realmente far collassare il Paese. Oggi come oggi chiunque, tranne pochi eletti, vive momenti molto difficili e c’è quindi necessità di qualche speranza per il futuro, da individuare in poche scelte concrete.
Guai se qualcuno pensasse di arrivare fino alla prossima primavera con questo andazzo, conteremmo alla fine solo pochi sopravvissuti. Per cui basta chiacchiere e mediazioni inconcludenti: chi ha contribuito a creare questa situazione abbia il buon gusto di contenersi e chi è chiamato ad operare proceda invece speditamente.
Entro maggio il Paese ha bisogno di risorse a disposizione per decine di miliardi, reperibili dal taglio della spesa pubblica, dal taglio ai costi della politica, dal recupero dell’evasione e dalla vendita del patrimonio pubblico. Risorse che poi vanno canalizzate in poche fondamentali direzioni: appalti pubblici, pagamento delle imprese creditrici, contenimento del costo del lavoro per imprese e dipendenti, leve finanziarie e contenimento della pressione fiscale.
Da qui si deve ripartire e da qui possono arrivare le risposte al tema lavoro, al rilancio del sistema produttivo, ai giovani.
Che si prenda esempio dalle piccole cose, che valgono sempre anche per le grandi.

 

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