Il Regolamento (UE) 2023/1115 sulla deforestazione, noto come EUDR (European Union Deforestation Regulation), rappresenta una svolta significativa per le imprese che operano con materie prime sensibili dal punto di vista ambientale. In vigore dal 2023, vieta l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione nel mercato dell’Unione Europea di prodotti collegati alla deforestazione o al degrado forestale.
Tracciabilità obbligatoria lungo tutta la filiera
L’obiettivo del regolamento è ridurre l’impatto dei consumi europei sulla deforestazione globale. Le imprese saranno tenute a raccogliere informazioni precise sui terreni di origine delle materie prime, garantendone la geolocalizzazione e valutandone il rischio di deforestazione. Dovranno inoltre adottare misure di mitigazione e assicurare la tracciabilità del prodotto lungo tutta la catena di approvvigionamento, fino al consumatore finale.
La mancata conformità al regolamento comporterà sanzioni proporzionate e dissuasive, tra cui multe calcolate sul fatturato e il blocco temporaneo delle merci non conformi.
Classificazione dei Paesi a rischio
La Commissione Europea ha pubblicato l’elenco ufficiale dei Paesi classificati a basso e ad alto rischio di deforestazione. I prodotti provenienti da Paesi a basso rischio – tra cui tutti gli Stati membri UE e l’Italia – saranno soggetti a controlli più leggeri e a procedure semplificate. Al contrario, i prodotti importati da Paesi ad alto rischio (come Brasile, Indonesia, Russia) dovranno affrontare controlli più severi.
Impatti e controlli a livello nazionale
Nei prossimi mesi, lo Stato italiano adotterà provvedimenti per rendere operativo il Regolamento. Il Ministero dell’Agricoltura sarà l’autorità di riferimento per i controlli, ma il coinvolgimento potrà estendersi anche ad altri enti, in particolare per le verifiche ambientali. Saranno rafforzati i controlli sui prodotti in entrata e uscita dal mercato UE, con particolare attenzione alla documentazione commerciale.
Sarà inoltre avviata una rete di servizi informativi e assistenza tecnica, anche tramite associazioni di categoria, per supportare le imprese nella corretta applicazione della normativa.
In caso di irregolarità, potranno essere applicate sanzioni economiche, il fermo temporaneo dei prodotti, e il trasferimento dei costi di controllo a carico dell’impresa non conforme. Le misure saranno proporzionate alla dimensione dell’impresa, con particolare attenzione alle PMI. Sono previste anche tutele per chi segnala irregolarità documentate.
Nuove scadenze e semplificazioni approvate
Il Parlamento Europeo ha approvato, il 26 novembre 2025, una revisione del regolamento, con l’obiettivo di facilitare la fase di attuazione e garantire una transizione più graduale. Secondo il testo approvato, le imprese disporranno di un ulteriore periodo di adeguamento alle nuove norme. In particolare, per i grandi operatori gli obblighi saranno applicabili dal 30 dicembre 2026, mentre per le micro e piccole imprese entreranno in vigore dal 30 giugno 2027.
Contestualmente, è prevista una semplificazione degli adempimenti: la dichiarazione di due diligence sarà richiesta solo agli operatori che immettono per primi i prodotti sul mercato UE, mentre gli operatori a valle della filiera – come trasformatori, dettaglianti o acquirenti da fornitori europei – non dovranno presentare ulteriori dichiarazioni. Per le micro e piccole imprese sarà sufficiente una dichiarazione semplificata una tantum, con la possibilità di evitare la duplicazione dei dati già presenti in banche pubbliche.
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