Quando costa di meno l’energia elettrica?

La risposta alla domanda “quando costa di meno l’energia elettrica?” è strettamente correlata alla domanda “come posso pagare di meno la bolletta della corrente elettrica?”.
Fino a qualche anno fa, c’erano 2 modi, da parte dei fornitori, di fatturare la corrente consumata: tariffa monoraria e tariffa a fasce.
In dettaglio, la tariffa monoraria prevede un prezzo dell’energia elettrica, uguale nell’arco delle 24 ore, ottenuto da una media aritmetica data dai valori di PUN su base oraria del mese di riferimento.

Invece con le fasce la giornata è suddivisa in 3 gruppi, ognuno col suo prezzo, con la seguente divisione:
• F1: dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì
• F2: dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dal lunedì al venerdì e dalle 7 alle 23 del sabato
• F3: dalle 23 alle 7 dal lunedì al sabato e tutte le ore della domenica e dei festivi

In alcuni contratti la divisione può essere in sole 2 fasce, perché F2 e F3 vengono fatturate al medesimo prezzo dato da una media dei 2 valori.

Dopo la crisi energetica iniziata nella seconda metà del 2021 e proseguita per tutto il 2022, le oscillazioni dei prezzi durante l’arco delle 24 sono diventate molto più marcate e possono favorire o sfavorire le aziende in base alla concentrazione dei consumi in una fascia oraria rispetto ad un’altra. Da quando esistono i contatori elettronici 2G, che permettono di misurare i consumi ora per ora, molti fornitori hanno iniziato a far pagare l’energia elettrica col PUN orario, visto che loro stessi quando la comprano la pagano ora per ora. Il PUN orario viene calcolato con una media ponderata in base ai consumi orari e al valore del PUN in quella determinata ora; questa modalità di fatturazione permette di abbassare la fattura ottimizzando al meglio i consumi, concentrandoli quando il prezzo dell’energia è più basso.

Quello che segue è un grafico che confronta i prezzi delle fasce da gennaio ad aprile 2024 con il prezzo orario dei giorni dal lunedì al venerdì non festivi degli stessi mesi tramite la media dei prezzi dei suddetti periodi.

Pur essendo parziale, perché prende il PUN orario solo dei giorni feriali dei primi 4 mesi del 2024, restituisce l’andamento dei prezzi col PUN orario, rendendo evidente in quali fasce orarie sarebbe meglio concentrare i consumi. Alcune aziende di produzione ad esempio hanno modificato il proprio orario eliminando la lunga pausa pranzo che precedentemente facevano fare ai dipendenti, così da riuscire a lavorare negli orari in cui solitamente la produzione si fermava, diminuendo la bolletta di una percentuale, variabile in base al mese, del 20-30% perché dalle ore 17, quando la corrente costa di più, le lavorazioni più energivore oggi si fermano.

Spesso i fornitori espongono in bolletta un prezzo unico per le 3 fasce, ma nella realtà questo prezzo è frutto della media ponderata già spiegata: questo significa che 2 imprese identiche con lo stesso consumo e lo stesso fornitore possono leggere in fattura 2 prezzi diversi perché, ad esempio, un’azienda ha consumato di più dalle 9 alle 11 mentre l’altra di più dalle 12 alle 14.

Considerando, come già detto, che la quasi totalità dei fornitori fa pagare l’energia col PUN orario, il consiglio è di adattarsi e, ove possibile, modificare gli orari dei cicli produttivi nell’arco della giornata, così da riuscire a pagare la corrente al prezzo più basso possibile.

Per maggiori informazioni riguardo al PUN e in generale a come leggere la bolletta, rimandiamo a questo articolo: https://an.cna.it/come-leggere-la-bolletta-di-luce-e-gas-guida-al-risparmio-sui-costi/

Potrebbe interessarti anche

ASSOCIATI