PUN
PUN è un acronimo che sta per Prezzo Unico Nazionale, ed è il prezzo all’ingrosso italiano pagato da fornitori. Questo prezzo cambia ad ogni ora nella borsa elettrica italiana (IPEX) ed è un indicatore chiave per il mercato dell’energia, poiché influenza direttamente il costo dell’elettricità che paghiamo in bolletta. Per controllarne il valore in tempo reale, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole “PUN oggi” e controllarne il prezzo. Quello che solitamente viene preso in considerazione è il prezzo medio mensile che è una media del prezzo dell’energia di ogni ora di ogni giorno del mese preso in considerazione.
Spesso però nelle fatture quello applicato non è il PUN medio mensile (definito nelle bollette “monorario”), ma o il PUN a fasce (F1, F2 e F3 oppure, solitamente per l’uso domestico, F1 e F2+F3) o il PUN orario (che cambia ad ogni ora di ogni giorno). Conoscere quale di questi PUN viene applicato è importante per sapere quando costa di meno l’energia elettrica e quindi modificare se possibile le proprie abitudini di consumo.
PSV
PSV è un acronimo che sta per Punto di Scambio Virtuale ed è il principale indice utilizzato per determinare il prezzo del gas. Esistono anche altri indici, come il TTF (Title Transfer Facility), che rappresenta la quotazione del gas nella borsa di Amsterdam e che spesso viene preso in esame quando, nei telegiornali o in qualche articolo, si parla genericamente di “prezzo del gas”, ma, ad oggi, la quasi totalità dei fornitori utilizza il PSV per il prezzo delle bollette del gas naturale. Per controllarne il valore in tempo reale, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole “PSV oggi” e controllarne il prezzo.
FISSO, VARIABILE, SPREAD
Questi 3 termini vengono usati per stabilire il prezzo finale della materia prima che si paga in fattura. Nel caso del prezzo fisso è chiaro da subito quale sarà il prezzo finale a kWh o a smc, mentre per quello variabile bisogna sapere le componenti della formula “materia prima + SPREAD”.
Lo spread, scritto nei preventivi in modi anche molto diversi tra loro, cambia da azienda ad azienda, talvolta sensibilmente, ed è la voce più importante da tenere in considerazione quando si valuta un cambio da un fornitore all’altro, perché può passare, ad esempio, da 0,09 a 0,01, che, tradotto in €, per un ristorante che consuma 40.000 kWh all’anno può voler dire 3.200€ annui. Stessa cosa per il gas naturale perché può passare da 0,25 a 0,08, che, tradotto in €, per un albergo che consuma 14.000 smc all’anno può voler dire 2.380€ annui.
Per quanto riguarda il prezzo fisso, quello scritto nei preventivi non prevede questa formula esplicitamente, ma sarà stata già calcolata dal fornitore che, dando un valore al potenziale prezzo dei successivi mesi e avendo aggiunto lo spread, propone al cliente un prezzo invariabile valido, solitamente, per i successivi 12 mesi.
Consigli utili
Questi confronti tra fornitori sono possibili solo con un preventivo in mano, mentre sono impossibili da fare al telefono, quindi il primo consiglio utile è di non accettare mai un preventivo offerto telefonicamente, perché, per quanto possa sembrare allettante, chi lo propone può dimenticare un particolare importante, che può determinare una differenza anche sostanziale tra un fornitore e l’altro.
Se si conosce il nome dell’offerta proposta o si vuole cercare un nuovo fornitore di energia elettrica e gas naturale, l’ARERA ha messo a disposizione un portale ad hoc: www.ilportaleofferte.it
Tramite questo portale è possibile confrontare tra loro le offerte o cercarne una nuova. Le offerte presenti sono però spesso attivabili solo on-line. Per un confronto faccia a faccia con qualcuno è bene segnarsi il nome del fornitore e poi recarsi di persona presso un punto vendita e chiedere tutte le delucidazioni possibili.
Riguardo alla scelta del prezzo, se fisso o variabile, molto dipende dalle previsioni per il futuro, perché ovviamente fissare il prezzo di energia o gas mentre gli indici di riferimento sono in salita porterebbe un notevole risparmio; viceversa se il mercato è in calo meglio affidarsi ad un prezzo variabile. Queste previsioni però da metà 2021 sono praticamente impossibili da fare, in quanto il prezzo ha subìto e subisce ancora oscillazioni imprevedibili. Esplicativo è quanto successo a settembre 2023, quando uno sciopero in Australia legato al GNL (Gas Naturale Liquefatto, che sta sostituendo sempre di più il Gas Metano), ha fatto rialzare il prezzo del gas del 16% in poche ore nella borsa di Amsterdam.
Il modo migliore per avere un prezzo contenuto come quello variabile ma sicuro come quello fisso è aderendo ad un gruppo d’acquisto o ad un consorzio o ad una Unione di Acquisto Energetico come quella di CNA.
