Pulita, bella, gentile e aperta. Ecco le priorità di Ancona

Il dibattito che anima la città in questi giorni sul “Brand Ancona” vede coinvolgere autorevolissimi esperti del mondo del marketing, del turismo e della cultura cittadina e, come presidente di CNA e prima ancora come professionista del settore della comunicazione, mi interessa particolarmente.

Da 40 anni mi occupo professionalmente di questa materia, progettando marchi e logotipi di prodotto o di servizio per imprese, enti e organizzazioni e, attraverso campagne di comunicazione, le aiuto a crescere. Se e quando quei marchi hanno la fortuna di trovare un pubblico che li apprezza si trasformano in “marca”, che, usando l’amata quanto abusata lingua inglese, si traduce in “brand”.

Sempre dal lontano 1983, con grande piacere, provo ad insegnare il mio mestiere di “creatore di marchi e immagini coordinate” a nuove generazioni di graphic designer.

Il fatto di essere oggi presidente della CNA cittadina non può che aumentare il mio interesse per la questione “brand identity della mia città”, dal punto di vista delle piccole imprese.

Ritengo che Ancona, prima che dotarsi dell’ennesimo nuovo city brand, abbia bisogno di risolvere alcune questioni fondamentali, basilari per una città che vuole vivere anche di turismo.

 

Ancona deve essere pulita.

Non lo è a sufficienza. Certo, molto dipende dalla maleducazione di alcuni cittadini incivili, ma non solo. Soprattutto nei quartieri periferici, a partire dalla zona stazione, se quella può dirsi periferia, la pulizia di strade e marciapiedi può essere decisamente migliorata.

Prendendo esempio dal nord Europa, andrebbero anche ripristinati servizi pubblici gratuiti

 

Ancona deve essere bella.

Fortunatamente la geomorfologia della città ci offre scorci meravigliosi, ma questo non basta.  La manutenzione della città dovrebbe essere continua.  Se paragoniamo il nostro centro con quello delle altre città marchigiane capoluogo o di medie dimensioni, ne usciamo perdenti. Temo che noi anconetani ci siamo abituati a tollerare il brutto.

La manutenzione continua certamente ha dei costi proibitivi che un Comune, per quanto virtuoso come il nostro, non può permettersi. Va dato atto alla nostra Amministrazione di essere riuscita a vincere milioni di euro con progetti europei, per la qualificazione di monumenti, edifici, di periferie, di aree degradate, ma, purtroppo la manutenzione non è una voce finanziabile con i fondi dell’Europa.

Eppure qualcosa bisogna fare per conservare e mantenere la città, magari coinvolgendo di più cittadini, associazioni, volontari, artigiani e commercianti.

 

Ancona deve essere gentile e accogliente.

A partire dai noi cittadini, per proseguire con il personale più esposto al pubblico, come gli autisti dell’autobus, quando qualcuno ci chiede un’informazione, dobbiamo essere più gentili.

Dare il benvenuto con un sorriso e non squadrare l’avventore con diffidenza, dovrebbe diventare una regola soprattutto per chi lavora in un pubblico esercizio. Se un operatore economico non vuole essere accogliente per cortesia, dovrebbe farlo per questione di convenienza.

Non trovo per niente disdicevole avviare dei corsi di formazione per insegnare l’accoglienza turistica.

Prendiamo spunto dalla Romagna, ma, senza andare troppo lontano, chiunque si accorge facilmente come già da Senigallia in su e da Porto Recanati in giù, le modalità di accoglienza siano molto più garbate che ad Ancona.

Ancona deve essere aperta.

Se vuole affermare la sua leadership Ancona deve essere aperta di testa e di cuore verso gli altri, con curiosità verso l’innovazione, esercitando un ruolo di guida ma mai di sopraffazione, anzi, facendo rete e coinvolgendo i comuni limitrofi e le altre città delle marche, partendo dai suoi punti di forza logistici, economici e culturali e dai poli produttivi più importanti della città: porto, ospedali, università.

Sistemiamo bene questi “fondamentali”, così potremo occuparci meglio dell’offerta turistica, per promuovere ancona.

Affidandoci pure a Destination Manager per azioni di marketing per promuovere il marchio Ancona e le Marche.

Sarà un caso che queste parole si assomigliano? L’importante però è mettere da parte il nostro carattere “rustigo” e accogliere chi viene a trovarci con un sorriso. Welcome to Ancona !

 

Raffaele Giorgetti
Presidente CNA Ancona

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