Progetti per la ricostruzione post sisma, una corsa contro il tempo per i Comuni delle Marche

Una corsa contro il tempo. È quella alla quale sono chiamati gli 85 Comuni marchigiani del cratere sismico, che coprono il 40 per cento del territorio regionale.  Entro la fine dell’anno devono presentare i progetti da finanziare con i primi 478 milioni di euro del Fondo complementare, stanziati per le aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. Una ricostruzione non solo edilizia, ma anche economica e sociale. Progetti per la rigenerazione urbana e territoriale e per le infrastrutture viarie e ferroviarie dell’area appenninica. L’obiettivo è quello di procedere entro il 2022 all’appalto dei lavori.

“Si tratta – commenta il segretario di CNA Marche, Otello Gregorini – di una sfida che i Comuni, specialmente quelli piccoli e piccolissimi, non possono vincere da soli, perché mancano risorse in termini di personale e competenze, e quelle poche devono seguire le numerose pratiche della ricostruzione edilizia, dei super bonus ed altre progettualità. Né saranno sufficienti le risorse del Fondo nazionale per la progettazione rivolte ai Comuni del sud e delle aree interne o la manciata di esperti affidati all’amministrazione regionale”.

Una sfida da vincere insieme

Come mettere a terra i progetti e intercettare le risorse del Fondo Complementare e del Pnrr? CNA Marche indica la strada del gioco di squadra. “La battaglia del Fondo complementare e quella del Pnrr saranno   vinte – sostiene il coordinatore del Team sisma CNA Marche, Daniele Salvi – soltanto se gli amministratori locali, le associazioni di categoria, le università e i professionisti privati sapranno immediatamente mettersi intorno ad un tavolo e lavorare in maniera intensa e spedita, con progetti tesi a qualificare le aree interne e montane, i borghi e i paesi dell’area sismica dal punto di vista tecnologico e dei servizi pubblici. Tenendo presente che nei primi mesi del nuovo anno verranno emanati i bandi rivolti alle imprese, al terzo settore e alla cooperazione finalizzati più specificamente agli investimenti di tipo produttivo nel segno della innovazione e della sostenibilità”.

Ad esempio, sostiene CNA Marche, quando parliamo di rigenerazione urbana e territoriale dovremmo aver presente che le aree urbane del cratere sismico spesso sono cresciute senza piazze, senza verde, senza spazi pubblici. I nuovi progetti possono rappresentare l’occasione per intervenire migliorando la vivibilità di questi piccoli centri. Aree interne e montane che non vanno solo qualificate ma connesse, grazie alla infrastrutturazione viaria e tecnologica, con le aree a valle più urbanizzate e con più servizi e opportunità lavorative. Servizi pubblici, educativi, sociosanitari, da rendere accessibili a tutti e in tempi certi, così da frenare lo spopolamento

Progetti come occasioni per attrarre nuovi investimenti

Inoltre, le nuove forme di accessibilità infrastrutturale all’area del cratere che si stanno realizzando, dalla Pedemontana all’intervalliva San Severino-Tolentino, o programmando, come la prosecuzione della Pedemontana a sud e la Salaria, dovrebbero far pensare ad occasioni di attrattività per nuovi investimenti attraverso la rigenerazione di aree produttive pensate e realizzate diversi decenni fa e che devono offrire servizi evoluti, di tipo digitale, energetico, di economia circolare, a sostegno delle imprese insediate e a quelle di possibile nuovo insediamento. In connessione con i Centri di ricerca per l’innovazione.

L’area del cratere, in quattro anni, ha perso 406 imprese, soprattutto agricole e commerciali. Sono scomparsi bar, edicole, attività culturali, palestre con conseguenze sul tessuto sociale e sulla qualità della vita.

“Irrobustire l’armatura urbana e territoriale, qualificare le produzioni, realizzare l’inclusione sociale – concludono Gregorini e Salvi  – potrebbero essere le parole d’ordine capaci di tenere insieme partenariati progettuali, rendere integrati i progetti, mettere a terra interventi che siano coerenti e sostenibili nel medio periodo, senza fermarsi alle opportunità del Fondo complementare, ma ampliando il raggio alle diverse voci del Pnrr (dai Borghi alle comunità energetiche, dalla rifinanziata Strategia nazionale per le Aree interne alla sanità territoriale), alla programmazione dei fondi SIE 2021-2027, alle opportunità della legge n. 158/2017, fino alle novità della Legge di Bilancio in approvazione. Le risorse per la ricostruzione fisica, economica e sociale ci sono e sono pronte per essere colte fino in fondo. Senza possibilità di appello.”

Questo articolo Progetti per la ricostruzione post sisma, una corsa contro il tempo per i Comuni delle Marche è stato pubblicato su CNA.

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