Pioggia di tasse sugli imprenditori

SENIGALLIA – Nei prossimi mesi gli imprenditori, questa duplice figura di cittadino e titolare d’azienda, dovranno far fronte ad un’altra serie di rincari nelle imposte stabilite a vario titolo e su più livelli, tali da far passare in secondo piano la raffica di controlli sulla regolarità fiscale in corso anche nella nostra zona da parte della Finanza. Quest’ultimo aspetto infatti a nostro avviso, seppur doveroso moralmente e rispettoso dell’onestà della stragrande maggioranza di imprenditori che con grandi difficoltà onora i suoi obblighi civili e fiscali, servirà a ratificare e confermare una situazione economica e finanziaria generale in grande difficoltà, che ha superato a stento il primo banco di prova nella scadenza fiscale di febbraio.

L’appello della Cna è chiaro e dipinge un quadro a tinte a dir poco fosche. Se da un lato rimarchiamo la necessità di rifuggire un atteggiamento populista e demagogico, fin troppo spettacolarizzato, che coniuga il lavoro autonomo con una fonte di evasione fiscale, offrendo una sponda dissennata e becera per demonizzare coloro che reggono l’economia e l’occupazione dell’intero Paese, ci teniamo a ribadire che non si può pretendere di chiedere alle imprese più di quello che guadagnano. Ad oggi infatti tutti i più accreditati centri studi economici asseriscono che la pressione fiscale complessiva e in ogni sua manifestazione pesa mediamente sulle imprese per oltre il 60% sui risultati conseguiti e già ampiamente depurati dal mercato.

Insomma il fisco è ormai ovunque un socio di maggioranza e come tale determina le sorti dell’imprese stessa, fino a negargli quanto dovuto in tempi ragionevoli nel caso in cui si trova ad essere cliente moroso nei loro riguardi. Se inoltre aggiungiamo il fatto che l’altro grande attore in campo è il sistema creditizio, se ne deduce che il ruolo delle imprese ne esce oggi fortemente ridimensionato, fino a ridursi a meri esecutori di politiche aziendali in mano ad altri.

La Cna ha riunito questa sera a Serra dé Conti tutti i Gruppi dirigenti delle imprese che operano negli allora proficui comuni dell’interland senigalliese, per prendere posizione rispetto ad una situazione che nel 2012 rischia di degenerare e che ha lasciato sul terreno nel 2011 ben 470 imprese, di cui circa 50 attività ultratrentenni e oltre 160, il 35%, con meno di 3 anni di attività. I settori più colpiti sono: il mondo del commercio con oltre 150 chiusure, l’edilizia e settori affini con circa 90 cessazioni, la produzione (-90) equamente divisa tra tessile, meccanica ed altri, l’intermediazione (-50), il segmento della somministrazione composto da bar, ristoranti e strutture ricettive con –30 unità, l’artigianato di servizio tra impiantisti e officine meccaniche (-20), il trasporto (-20) e le imprese agricole (-20).  

CNA ZONA SENIGALLIA
 

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