Partita Iva regime forfettario. Tutto quello che c’è da sapere

Questo articolo è stato aggiornato il 05 gennaio 2023 con le importanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023

Se stai per aprire una Partita IVA allora devi conoscere tutto sul regime forfettario. Perché? Potrebbe essere la soluzione perfetta per il lancio della tua attività o l’inizio della tua libera professione.

Grafico o parrucchiere, tatuatore o consulente. Il regime forfettario è la miglior soluzione per freelance, liberi professionisti e imprese individuali che iniziano la loro attività, ma anche per i giovani che con una partita IVA agevolata e con il regimo forfettario trovano la risposta che cercano.

In questa guida trovi tutto quello che c’è da sapere su questo regime fiscale agevolato. Da leggere in 10 minuti. Se invece vuoi conoscere la guida definitiva alla Partita IVA, la trovi qui.

Cosa troverai in questo articolo:

Che cos’è il regime forfettario

Introdotto da pochi anni (2015) e modificato nel 2023, questo speciale regime agevolato è fatto a posta per i lavoratori autonomi che hanno un giro d’affari limitato e quindi per tutte le nuove partite IVA e i giovani freelance.

Se si sceglie il regime forfettario si pagano meno tasse e si ha molta meno burocrazia. E questo è fondamentale per lanciare la propria attività e acquisire un vantaggio competitivo.

A chi conviene veramente

Ai giovani ma anche ai pensionati. Accedere al regime forfettario non è (più) una questione di età e chiunque può usufruire di questo importante vantaggio.

giovane graphic designer

Per esempio se sei un giovane grafico e stai iniziando ad avere i primi clienti. Le collaborazioni occasionali con le ritenute d’acconto hanno un limite di 5.000€/anno e dei limiti ben definiti dalla legge, quindi se fare il grafico è il tuo sogno e sei pronto a partire, allora il regime forfettario per te è perfetto.

Oppure sei appena andata in pensione e vuoi aprire un ecommerce dei tuoi prodotti fatti a mano, il regime forfettario non incide sulla pensione, ma vanno comunque rispettati i requisiti per accedere a questa agevolazione, che puoi scoprire più avanti.

In poche parole la partita IVA a regime forfettario conviene a tutti coloro che lavorano in proprio o sono liberi professionisti e freelance, con un fatturato annuo contenuto.

Occhio comunque alle spese della tua attività.

Se l’impresa che vuoi avviare è un’attività con numerose spese di gestione, il regime forfettario potrebbe non fare al caso tuo.

Questo regime agevolato infatti calcola una percentuale fissa di “costi detraibili”, aldilà di quanto siano realmente tali spese.

Se la tua attività supera la percentuale prevista dal coefficiente di redditività collegato al tuo codice ATECO, allora potrebbe non essere conveniente scegliere questo regime.

Tutti i vantaggi del regime forfettario

Innanzitutto chi ha una partita IVA a regime forfettario è esente dall’IVA. Significa che non deve aggiungere IVA alle fatture e non è chiamato a versare l’IVA.

Un bel vantaggio economico quando ci si presenta sul mercato.

Le partite IVA a regime forfettario inoltre hanno il vantaggio di tassa fissa tra il 5% e il 15%. Si tratta di un’imposta sostitutiva di Irpef, Irap e addizionali regionali e comunali.

Un altro bel vantaggio se si pensa che con un regime ordinario la tassazione può arrivare anche al 43%.

L’imposta al 5% è destinata alle nuove partite IVA ed in particolar modo a coloro che nei  tre anni prima dell’apertura della nuova Partita IVA non hanno svolto attività di impresa o professionale (non contano le prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto al 20%) e soprattutto è determinante che la nuova partita IVA sia effettivamente relativa ad una nuova attività e che quindi non costituisca in alcun modo una prosecuzione di altre attività già svolta in precedenza sia come dipendente che come lavoratore autonomo.

Non conta in questo caso se si è fatta un’attività di pratica obbligatoria proprio per l’esercizio della professione.

Se non rispetti questi parametri, non potrai usufruire dell’ulteriore agevolazione dell’imposta al 5% e dovrai rispettare l’aliquota del 15%.

I requisiti da avere e da rispettare

Per accedere alle agevolazioni del regime forfettario è necessario rispettare dei requisiti. Semplici ma molto chiari.

In primo luogo, prima dell’apertura della partita Iva è necessario accertarti di non essere in una delle posizioni che potrebbero escluderti da questa opportunità.

Partiamo dal dove vivi. Devi essere residente in Italia.

Poi la natura della tua impresa. La tua deve essere un’attività di impresa autonoma e individuale e non una società (a cui vanno applicati altri regimi fiscali).

In secondo luogo non devi essere contemporaneamente parte di società di persone (Ss, Sas, Snc) , associazioni professionali o imprese familiari collegate direttamente o indirettamente a società di capitali o in partecipazione.

Questo significa che se hai delle quote (almeno il 50% anche se indirettamente per un legame familiare) con cui hai il controllo della società che opera nel tuo stesso settore, le fatture che emetti verso questa società devono rientrare nella metà del tuo fatturato totale.

Inoltre non puoi usufruire del regime forfettario se eserciti la tua attività prevalentemente con ex datori di lavoro (nei due anni precedenti) ma anche se sei dipendente o in pensione ed hai un reddito superiore a € 30.000 (ad eccezione di chi ha cessato il rapporto di lavoro nell’anno precedente dell’apertura della partita IVA).

Una volta stabilito di avere tutti questi requisiti, per mantenere il regime agevolato forfettario è fondamentale rispettare i seguenti requisiti:

Non fatturare più di €85.000 in un anno (limite stabilito dalla Legge di Bilancio 2023).  Se oltrepassi questa soglia, si passa al regime ordinario già dall’anno successivo.

Il limite di €85.000 è proporzionato alla data di apertura della partita Iva, per cui se sei un parrucchiere e apri la partita iva con regime forfettario il 1 ottobre  2022, il limite di €85.000 va riproporzionato ai giorni effettivi di attività.

(65.000€/365)x92= 21.424 €

C’è un ulteriore limite da conoscere ed è riferito alle spese per dipendenti e collaboratori. In questo caso non deve superare la soglia di € 20.000.

Infine, nel caso in cui si superi la soglia di ricavi di 85.000 euro in un anno ma rimanendo dentro il limite dei 100.000 euro, l’uscita dal regime forfettario non sarà immediata, bensì avverrà a partire dall’anno successivo. Mentre le agevolazioni del regime forfettario termineranno immediatamente per coloro che avranno maturato compensi o ricavi superiori ai 100 mila euro, senza aspettare l’anno fiscale seguente.

Quante tasse si devono pagare

tasse da pagare partita iva

Ma quindi quante tasse si pagano con una partita IVA in regime forfettario? Dipende!

Alla base del calcolo delle tasse dei professionisti, dei consulenti e di tutte le imprese che scelgono questo regime c’è il coefficiente di redditività.

Si tratta della percentuale applicata al fatturato dell’impresa sulla base del quale vengono calcolate le imposte.

Per esempio se sei un web designer (codice ateco 74.10.21) il tuo coefficiente di redditività sarà del 78%. Questo significa che se nel 2021 hai un fatturato di € 30.000, il tuo imponibile lordo sarà di € 23.400

30.000*78%=23.400

Oppure se hai un ecommerce e vendi oggetti fatti a mano o altri prodotti (codice ateco 47.91.1), il tuo coefficiente di redditività sarà del 40% per cui su un fatturato di €20.000 l’imponibile lordo è di €8.000.

20.000*40%=8.000

All’imponibile lordo vanno tolti tutti i versamenti effettuati per i contributi previdenziali nell’anno di riferimento ottenendo così l’imponibile netto.

Su questa base imponibile viene infine calcolata l’aliquota fissa per il regime forfettario (il 5% nel caso in cui si trattasse di nuove attività oppure il 15%.

Riprendiamo i due esempi.

Web designer
23.400 (imponibile lordo) – 1200 (contributi previdenziali versati) = 22.200
22.200*5% (imposta sostitutiva per le nuove imprese) = 1.110

Ecommerce

8.000 (imponibile lordo) – 700 (contributi previdenziali versati) = 7.300

7.300*15% (imposta sostitutiva standard) = 1.092

I contributi INPS

contributi da pagare partita iva

Oltre alla tassazione sul reddito, la seconda e importante voce da tenere in considerazione per avere il quadro completo è il contributo previdenziale. I famigerati contributi INPS sono diversi a seconda del tipo di professione che si svolge.

Attività artigiana

Se la tua è un’attività artigiana iscritto all’albo degli artigiani (come parrucchieri, tatuatori e/o comunque iscritta alla camera di commercio) allora rientri nella gestione INPS dedicata ad artigiani e commercianti (in riferimento al proprio codice Ateco).

In questo caso devi tenere in considerazione i contributi fissi trimestrali e l’eventuale conguaglio nel caso in cui i tuoi parametri superino i minimali.

Libero professionista

Se invece sei un libero professionista che prevede uno specifico albo professionale (come giornalisti, geometri o psicologi), i contributi previdenziali  vanno versati alle specifiche casse di previdenza, ognuna delle quali ha un suo regolamento.

Infine se sei un professionista definito “senza cassa” come un copywriter, un consulente di marketing o un promoter assicurativo allora sei chiamato ad iscriverti alla cosiddetta Gestione separata INPS.

Gli iscritti alla gestione separata hanno una percentuale contributiva nel 2022 del 26,22%, da applicare all’imponibile lordo.

Gli altri costi per una partita IVA forfettaria

Gli ultimi costi da tenere in considerazione per le imprese e i professionisti che scelgono questo regime sono

  • i costi di tenuta contabilità (in CNA o con un altro professionista)
  • l’eventuale iscrizione alla Camera di Commercio o all’Albo degli artigiani (una volta all’anno)
  • il software di fatturazione elettronica

Arrivato a questo punto sai tutto quello che è necessario sapere prima di aprire Partita Iva con regime forfettario. Per rimanere aggiornato sul tema leggi tutti gli altri articoli sul nostro Blog!

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