Parcheggio San Martino: si può e si deve fare

La CNA di Ancona plaude alle possibile soluzione di rimodulare il progetto San Martino per abbattere i costi e realizzare l’opera.

La CNA di Ancona apprende dagli organi di stampa che il Direttore Generale di M&P Giorgio Luzi avrebbe avuto contatti con un professionista toscano per rimodulare il progetto del parcheggio di S. Martino, abbassando i costi e rendendolo quindi l’opera fattibile. La rimodulazione prevederebbe l’abbandono della struttura fissa in acciaio, e la sua sostituzione con un’altra prefabbricata con altri materiali, molto più economica. Tale soluzione permetterebbe un minore costo anche per le escavazioni necessarie alla costruzione del parcheggio. Questo comporterebbe la diminuzione dei posti auto a 95, avendo però la possibilità di ammortizzare i costi non in trent’anni ma in poco più della metà.

La CNA di Ancona ritiene l’opera, anche con le modifiche sopra esposte, necessaria e strategica per il centro storico, che ha un grande bisogno di posti auto per la sosta veloce.

“Siamo più che felici che possa proseguire la costruzione del parcheggio San Martino, perché è un progetto già avviato, posizionato all’ingresso del centro città. Partire con un nuovo progetto sarebbe rischioso per le procedure burocratiche e amministrative, che allungherebbero di molto le tempistiche di consegna dell’opera, oltre a dover trovare una soluzione condivisa da tutti sul dove farlo” – commenta il presidente della CNA di Ancona Raffaele GiorgettiAuspichiamo che all’interno della futura Consulta Economica, le associazioni possano essere informate sui dettagli di questa ipotesi e più in generale sulla mobilità cittadina. Siamo favorevoli a trovare soluzioni rapide ed efficaci che non frenino la prospettiva di avere rapidamente più parcheggi in città.”

A proposito delle tempistiche dei cantieri Giorgetti conclude esprimendo preoccupazione per i tanti cantieri aperti in città“Siamo molto preoccupati per la lentezza dei cantieri, con personale al lavoro in numero ridotto, problema ormai diffuso, al quale va posto rimedio, che rischia di compromettere tutte le date di ultimazione dei lavori programmati e di far saltare i finanziamenti del PNRR e nazionali.”

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