Oltre 700 mila euro alle imprese grazie al credito di imposta energia

Fino all’800% gli aumenti per il caro energia nel 2022. Strategico il servizio di CNA

Il 16 marzo 2023 è stato il termine ultimo per effettuare il conteggio dei crediti d’imposta per energia elettrica e gas naturale per i consumi del 2022 delle imprese e, attraverso il servizio SOS Energia, CNA ha fatto recuperare oltre 700 mila euro a tutti quelli che si sono rivolti al servizio.

Numeri importanti che sottolineano da un lato la bontà del provvedimento e del servizio, ma dall’altro permettono di tracciare un bilancio chiaro dell’iniziativa da parte dell’associazione, impegnata in prima linea per aiutare le imprese.

La prima considerazione parte dalla constatazione reale dei rincari subiti dalle imprese nel corso del 2022 sul fronte caro energia: la quasi totalità delle aziende che si sono avvalse del servizio SOS Energia di CNA ha subito un incremento di oltre il 200%, fino a raggiungere per alcuni valori superiori all’800%. Numeri ben oltre il 30% richiesto dalla normativa per accedere al beneficio del credito di imposta.

In secondo luogo va sottolineato che l’ingente cifra recuperata in questi mesi, € 719.784,30 per la precisione, seppur importante, sarebbe potuta essere ben più alta se il Governo avesse accolto la proposta di CNA di posticipare la scadenza del 16 marzo, dato che i crediti possono essere usati fino al 30 settembre.

Ciò non è successo e quindi tutte le aziende che non sono riuscite a reperire, causa ritardi dei fornitori, le fatture del 2019, necessarie per il confronto coi consumi del 2022, requisito necessario per accedere al credito dell’energia elettrica, non hanno potuto ottenere il calcolo del credito. Stessa cosa è successa per le tante aziende che avevano fatture stimate, soprattutto per il consumo di gas naturale, e che quindi non hanno potuto compensare nulla perché la normativa prevedere che il calcolo vada fatto sui consumi effettivi.

Positiva invece la valutazione sulla decisione del Governo di accogliere l’appello di CNA ad includere anche le imprese coi contatori di energia elettrica più piccoli, visto che il limite iniziale di 16,5 kW di potenza disponibile è stato abbassato, a partire da ottobre 2022 a 4,5 kW. Altra successo di CNA è stato aver persuaso il legislatore a modificare le percentuali di recupero, passando dal 15% per l’energia elettrica al 30% per le aziende non energivore e dal 25% al 40% per il gas naturale. Per i consumi del 1° trimestre 2023 questa percentuale è ulteriormente aumentata rispettivamente al 35% e 45% della spesa energia.

Seppur il mercato energetico sembra essere momentaneamente rientrato su parametri più razionali, CNA, anche attraverso l’impegno del consulente dedicato Davide Butani, rilancia il proprio impegno per le imprese e avanza due importanti iniziative per il futuro. La prima è la prosecuzione del recupero attraverso il credito d’imposta di parte della spesa energia anche oltre la data del 31 marzo con, al contempo, un aumento della percentuale di recupero. La seconda è l’immediato spostamento degli incentivi ad oggi ad appannaggio dei soli campi agrisolari alle piccole e medie imprese che, usando i tetti dei loro capannoni, possono abbattere i loro consumi senza cementificare ulteriormente il nostro territorio, andando quindi davvero in una direzione di sostenibilità ambientale.

Potrebbe interessarti anche

ASSOCIATI