Olio, pesce e non solo: crisi e cambiamenti climatici rischiano di mettere in crisi il settore agroalimentare

I dirigenti della CNA Agroalimentare di Ancona lanciano l’allarme sui cambiamenti climatici che stanno influenzando in maniera negativa le produzioni.

Produzione di olio in calo, parassiti nel pesce. La calda estate che non finisce mai diventa a lungo andare una problematica per il settore agroalimentare. Effetto dei cambiamenti climatici e della crisi energetica.
Anna Fenucci (presidente della CNA Agricoltori di Ancona) segnala la situazione per l’olio. Dopo un’estate caldissima e secchissima, secondo la dirigete CNA, la raccolta è stata anticipata rispetto agli altri anni, ma sembra che sia di media qualità con discrete rese. Per quanto concerne la produzione questa è calata in media di un 25/30% rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei costi, i nostri produttori devono fare i conti con l’aumento dei “costi fissi”: assistiamo all’aumento dei costi di molitura (anche 5 euro in più al quintale), nonché al costo delle bollette all’interno dell’azienda fino anche al 300%, concimi da 50 a 150%, gasolio fino a 150%, vetro e lattine fino al 30%, cartoni/imballaggi/etichettature fino ad un 35%.

Marco Morbidoni, consulente CNA Tecno Quality invece nota un aumento della problematica dell’anisakis (parassita del pescato). Il consulente CNA sottolinea che nei punti di commercializzazione (pescherie, mercati ittici, ambulanti, ecc.) è obbligatorio effettuare il controllo visivo su un numero rappresentativo di pesci per assicurare l’assenza di parassiti visibili. L’operatore del settore alimentare deve attuare e mantenere una specifica procedura (Piani HACCP, Buone Pratiche di Lavorazione) che stabilisca principi, criteri e modalità operative per il controllo e la gestione del rischio della presenza di parassiti vitali nei prodotti della pesca che vanno consumati crudi o praticamente tali. Nelle pescherie è necessario informare i clienti mediante cartello informativo da applicare in pescheria consigliando il trattamento in congelatore domestico a – 18°C per 96 ore.

Morbidoni ricorda che nei ristoranti è necessario:

  1. rifornirsi di prodotto per il quale sia garantito il preventivo congelamento (se si somministra preparazioni tipo “sushi” o “sashimi”) oppure
  2. congelare a – 20°C per almeno 24 ore le preparazioni alimentari a base di prodotti ittici crudi o praticamente crudi (carpacci, marinati, ecc);
  3. utilizzare adeguate attrezzature (abbattitore rapido, congelatore a pozzetto/cella ad uso esclusivo) per il trattamento sulla materia prima o sulla preparazione finita e notificare tale attività di congelamento all’autorità competente e inserire la procedura nel Manuale di autocontrollo;
  4. informare i clienti del ristorante tramite indicazione sul menù del trattamento di bonifica: “rispettato quanto previsto dall’Allegato III, Sezione VIII, Capitolo III, lettera d del Reg. CE 853/04”

L’attività di somministrazione di pesce crudo effettuata senza preventiva notifica alla ASL competente prevede sanzioni fino a 9000 euro. La mancata applicazione delle procedure di autocontrollo, comprese le registrazioni dei CCP, fino a 6000 euro. Il riscontro di parassiti vivi e vitali nei prodotti della pesca da parte degli organi di controllo porta a denuncia penale (art. 5 Legge 283/62) sulla base della più recente giurisprudenza.

“Qualità e professionalità sono le parole d’ordine in questa situazione – commenta Anna Fenucci, presidente della CNA Agricoltori – Con i cambiamenti climatici in atto che incidono sulla produzione e sulla materia prima occorre una preparazione e un professionalità elevata del mondo agroalimentare (agricoltori, pescatori, trasformatori, ristoratori, etc.). Tutto ciò dovrà essere accompagnato dall’informazione e dalla formazione del cliente: l’olio, come il vino, ha sapori diversi in base alla tipologia oppure alla tipologia di terreno o all’esposizione al sole. – Conclude Fenucci – Prima di giudicare il prezzo, invitiamo i consumatori a pensare a tutto quello che c’è dietro ogni singola bottiglia: produttori del territorio che ci mettono faccia e passione”.

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