Come districarsi tra targhe, vetrofanie, insegne, tende, ombrelloni, etc.
La nuova normativa che regola gli impianti pubblicitari risulta essere complessa e frammentata, poiché molte delle norme sono dettate da regolamenti comunali. CNA Ancona ha elaborato una guida per aiutare i commercianti, e tutti gli imprenditori interessati, a districarsi tra le normative inerenti le insegne e la cartellonistica pubblicitaria in generale.
Per “insegne di esercizio” si intendono i manufatti permanenti, di qualunque materiale siano costituiti, dimensioni e tipologia, installati nella sede dell’attività, recanti simboli, marchi e denominazione delle ditte e delle aziende rappresentate, comunque volti a pubblicizzare la propria azienda e a migliorarne l’immagine e la penetrazione commerciale. Il messaggio deve essere visibile da un luogo pubblico o aperto al pubblico e per tale ragione la normativa assoggetta anche i messaggi che possono essere visibili in aree private (pertinenze interne, cortili, etc.).
L’installazione permanente di insegne di esercizio, mezzi pubblicitari e targhe professionali, nella propria sede legale e/o operativa visibili in un’area pubblica o aperta al pubblico deve essere autorizzata. Le modalità di tale autorizzazione variano da comune a comune e per tale ragione si invita a prendere visione dei regolamenti comunali o chiamare gli appositi uffici compenti comunali.
Generalmente per la presentazione della documentazione, al fine di richiedere l’autorizzazione, si necessita di un tecnico specializzato. Tale prassi è dovuta al fatto che occorrono specifiche tecniche, oltre al rispetto di una vasta normativa nazionale e locale. Occorre infatti specificare che possono sussistere, in determinate zone, vincoli di tipo: ambientali, cioè attività site in zone soggette a vincolo paesaggistico; monumentali, dove occorre ottenere, preventivamente, anche l’Autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici territorialmente competenti; vincoli dettati dai regolamenti comunali, per es. sulle dimensioni delle immagini riportabili nelle insegne.
L’installazione di insegne e targhe deve essere svolta nel rispetto della regolamentazione, che può variare da comune e comune, e deve spesso essere autorizzata da più Enti (sovrintendenze, comuni, ente parco, etc.), che richiedono un progetto redatto da un professionista abilitato, oltre all’esibizione dell’eventuale documentazione accessoria.
In generale, quindi, l’autorizzazione è necessaria per:
- Insegne definitive, vetrofanie e targhe
- lavagne;
- Preinsegna con freccia d’indicazione pubblicitaria e transenne;
- Pubblicità sul cassonetto della vetrina;
- Insegna a bandiera su edificio;
- Insegna su palo;
- Cartellone pubblicitario;
- Bacheca;
- Tende, in parte o su tutta la superficie;
- Striscione pubblicitario;
- Mezzi di trasporto aziendali.
Il pagamento del canone e il suo importo è stabilito dal regolamento comunale predisposto allo scopo, regolamento che può contenere l’esenzione per superfici inferiori, generalmente, ai 5 metri quadrati (tale misura deve essere sempre controllata sul rispettivo regolamento comunale).
Anche per quanto concerne la pubblicità vi è una superficie minima al di sotto ove è possibile essere esentati. L’ampiezza di tale superficie, dove la ditta è esentata dal pagamento, deve essere individuata sul regolamento comunale.
Solitamente i regolamenti comunali determinano le tariffe in base a:
1. Il posizionamento dell’attività. Spesso il territorio comunale viene suddiviso in zone, ciò permette uno scaglionamento delle tariffe che sono evidentemente più alte nel pieno centro storico mentre diminuiscono nella periferia;
2. Ampiezza della superficie del messaggio pubblicitario/insegne;
3. Durata dell’occupazione di suolo pubblico (se si tratta di un messaggio pubblicitario non permanente);
La superficie di una insegna, in caso di più insegne (vedi esempi) va a sommarsi. Nel caso in cui si superi i 5 mq ricordiamo che l’importo è pagato sul totale della somma.
Di seguito riportiamo alcuni esempi utili per individuare i messaggi pubblicitari.

Esempio 1
In questo caso troviamo: l’insegna “PIIZZA” (denominazione azienda); le lavagne, stendardi in alto e vetrofanie sono da considerarsi pubblicità.

Esempio 2
L’insegna del negozio è il cartellone in alto con la scritta “Pizza Tizio – Cafè Gelato”.
Le scritte sopra le facciate del negozio riportanti “Caffè gelato” e “Pizza tato” sono pubblicità come le tre lavagne visibili.

Esempio 3
In questo caso l’insegna non solo è quella riportata in alto con la scritta “Caffè gelato”, ma occorre sommare anche la superficie della tenda da sole con la ragione sociale aziendale “Pzzzo”.

Esempio 4
In questo caso abbiamo un’insegna con il nome “Pizza Geuzo”, mentre il bordo dell’ombrellone viene considerato superficie per la pubblicità.
I regolamenti dei comuni della provincia di Ancona
Ancona
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Osimo
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Jesi
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Fabriano
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