Nuovo contributo ambientale sui pneumatici

Dal 7 settembre sono entrate in vigore nuove norme per la gestione dei rifiuti relativi ai pneumatici fuori uso (PFU).

Secondo il DM 82/2011 le case produttrici dei pneumatici devono farsi carico anche della gestione del rifiuto a fine vita del pneumatico stesso. Pertanto è obbligo dei produttori organizzare un sistema, in forma singola o associata con altri produttori, per la raccolta e la gestione finale dei rifiuti da pneumatici.

A questo scopo si sono, ad oggi, costituiti, due consorzi di produttori (ECOPNEUS ed ECOTYRE) i quali devono gestire la raccolta dei pneumatici usati, che sono un rifiuto speciale, presso gli autoriparatori (gommisti in particolare) che effettuano le sostituzioni.

Per finanziare questo sistema di raccolta i produttori di pneumatici applicheranno un “contributo ambientale” aggiuntivo al prezzo del pneumatico stesso; tale “contributo” dovrà essere esposto in ogni fattura di vendita dei pneumatici e sarà pagato dal consumatore finale come costo aggiuntivo del prodotto. Pertanto anche il gommista che eroga il servizio di vendita e montaggio di pneumatici nuovi dovrà esporre, chiaramente, in fattura di vendita (o scontrino, o ricevuta) l’importo del contributo ambientale previsto per la tipologia di pneumatico.

Gli autoriparatori potranno utilizzare gratuitamente il servizio di raccolta del rifiuto da pneumatici fuori uso registrandosi facoltativamente in uno dei due consorzi costituiti dalle case produttrici.

Il Ministero dell’ambiente ha pubblicato gli importi dei contributi ambientali dovuti per le varie tipologie di pneumatico.

La Cna Autoriparazione, pur non contestando il principio sul quale si basa il nuovo sistema di gestione dei rifiuti che punta a responsabilizzare i produttori dei beni immessi sul mercato, esprime le proprie forti perplessità sulle modalità operative ad oggi previste:

– gli importi indicati dal Ministero a copertura dei costi sostenuti dai produttori risultano eccessivamente elevati; si tratta in sostanza di una sorta di ulteriore tassa occulta che va a gravare sulle tasche del consumatore, in alcuni casi anche pesantemente nel caso di autocarri; non vorremmo che oltre alla copertura dei costi di smaltimento e recupero ci siano delle “manovre speculative” ovviamente a favore delle case produttrici;

– l’importo del contributo ambientale previsto per ogni pneumatico di autovettura è stabilito in 3 euro, senza distinzioni di tipologia di autovettura e di pneumatico; devono pagare la stessa cifra sia chi cambia una gomma in una Fiat 600 sia chi lo fa in una Ferrari?!

– deve essere chiaro agli automobilisti, e questo è anche un impegno che ci assumiamo come associazione di categoria, che l’aumento del prezzo dei pneumatici non è responsabilità degli autoriparatori, che subiscono l’aumento anch’essi, ma è un’imposizione burocratica;

– sulle modalità operative del sistema ci sono ancora dei punti oscuri che devono essere chiariti; ad esempio sul contributo ambientale deve o non deve essere applicata l’Iva?

 

FAUSTO BIANCHELLI: RESPONSABILE PROVINCIALE CNA SERVIZI ALLA COMUNITA'

 

 

 

 

 

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