Nuovo codice degli appalti, CNA: “Semplificare non è sinonimo di malaffare”

I dati della CNA sono chiari: il 96% delle imprese può ambire solo al 5% degli appalti

Si è tenuto nei giorni scorsi un importante e partecipato seminario della CNA di Ancona di aggiornamento sul nuovo Codice degli Appalti, il D.lgs 36/23. Tanti gli imprenditori del territorio presenti per capire meglio i meccanismi di funzionamento del codice.

L’incontro, introdotto del Presidente della CNA Costruzioni Giampiero Cardinali, ha da subito posto le valutazioni sul nuovo Codice.

“Accogliamo positivamente la semplificazione burocratica per gli affidamenti diretti e per le opere sotto il milione di euro, che rappresenta un elemento di responsabilizzazione e rinnovata fiducia verso le amministrazioni, per prime quelle locali.”

Su questo particolare aspetto del nuovo Codice Appalti, CNA lancia, tuttavia, un avvertimento: “La connessione diretta che si legge tra le righe di alcune dichiarazioni di queste ore tra procedura di affidamento diretto o negoziale e fenomeni di malaffare suona alquanto fuorviante. La maggiore persistenza dei lavori e degli investimenti pubblici sul territorio con i cosiddetti affidamenti a km 0 e la selezione dei committenti tramite procedure diverse dalle gare non può essere derubricata come familismo. Da mesi le micro e piccole imprese del sistema casa si trovano al centro di polemiche connesse a frodi o irregolarità che non ne rappresentano in alcun modo le consuetudini. Anche in materia di superbonus è stato fatto mediaticamente passare il messaggio che la bolla dei crediti si sia generata a causa delle PMI, così anche ora si rischia di far credere all’opinione pubblica che quando un sindaco affida un’opera o una fornitura di beni ad un’impresa del luogo e non invece ad un grande general contractor estraneo al territorio o dall’estero ci siano di mezzo fenomeni corruttivi. Affermazione totalmente irricevibile e che respingiamo con forza!”

A tracciare il quadro del valore economico degli appalti e delle aggiudicazioni alle Micro e Piccole Imprese è la Responsabile Sindacale del settore Costruzioni Elisabetta Grilli.

“Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di CNA Nazionale, analizzando le classi di importo delle gare di appalto relativi all’anno 2021, le micro imprese, che rappresentano oltre il 96% del totale delle imprese italiane, possono attualmente potenzialmente accedere solo al 17% del mercato degli appalti pubblici e possono ambire ad aggiudicarsene circa il 5.”

In Italia, nel 2021, l’importo totale degli affidamenti sopra i 40mila euro è stato di 199,4 miliardi di euro, con un aumento del 6,6% rispetto al 2020 e del 13,4% rispetto al 2019. Numeri potenzialmente molto rilevanti, ma che risultano – allo stato attuale – prerogativa delle imprese di maggiori dimensioni. Il mercato contingente, infatti, è concentrato per oltre due terzi su bandi di importo superiore a 5 milioni, e di questi, la fetta più ampia è sopra i 25 milioni.

“CNA Ancona ravvisa infine nella pratica del subappalto a cascata un potenziale rischio di eccessiva compressione dei margini di subalternità della filiera per le imprese artigiane eventualmente coinvolte in questa pratica”, denunciano Cardinali e Grilli.

La CNA da tempo ha avviato un servizio di affiancamento alle imprese per approcciare le opportunità dei lavori pubblici e sviluppare la gestione degli appalti, servizio presentato da Benedetta Bellagamba, Responsabile del servizio Gare e Appalti attraverso il quale le nostre imprese possono iscriversi ed abilitarsi al Mepa e altre piattaforme, rispondere e gestire le gare, iscriversi agli elenchi fornitori di vari Enti, essere informati sulle opportunità.

La CNA ringrazia il Professor Alessandro Berrettini del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata per la lezione non solo puntuale ed efficace, ma anche appassionata e accompagnata da un autentico spirito divulgativo, che ha saputo coinvolgere attivamente gli imprenditori presenti.

L’evento è stato organizzato grazie al contributo del confidi UNICO.

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