Non sarà l'Europa a salvarci

di Otello Gregorini
Direttore CNA Povincia Ancona

Ecco arrivare il tanto sospirato periodo feriale e gli imprenditori, primi fra tutti, sentono il bisogno di tirare un po’ il fiato, di rilassare la tensione. Eppure questo periodo, a cui tanto si pensa durante buona parte dell’anno, questa volta rischia di non essere gradevole come si desidera. Anzi, rischia proprio di essere carico di preoccupazioni perché tanti sono i timori che gravitano nell’ambito del tessuto produttivo del nostro Paese.

Oggi più che mai, un imprenditore sarebbe anche disposto a rinunciare alle sue ferie estive in cambio di certezze sul futuro.

Da troppi mesi ormai la nostra economia, e quindi le piccole imprese, vivono momenti difficili governati a un clima di insicurezza che rende la visione del domani molto nebulosa e di fatto impedendo una sana programmazione. E non è un caso che l’intero mondo produttivo, del lavoro, del sistema finanziario,  abbiano lanciato un appello comune alle istituzioni e alla politica. Siamo ormai dentro fino al collo ad una fase che modificherà globalmente le relazioni economiche incidendo sullo sviluppo dell’intero pianeta. I problemi non riguardando solo il nostro sistema-Paese, ma l’Italia, e chi la governa, ha fatto un errore gravissimo pensando che, trattandosi di uno stato di crisi generale quantomeno europeo, sarà l’Europa a metterci la pezza; piuttosto bisognava agire all’interno di questo sistema-Paese (Italia) per contrastare il quadro economico negativo.

Paesi che, come la Germania, o la Francia, si sono fatti carico dei propri problemi oggi sono meno investiti dalla speculazione e manifestano una percentuale di crescita che l’Italia può solo sognarsi.

Allora bisogna reagire, favorire la ripresa, pur tenendo i conti in ordine, se vogliamo riportare il nostro debito in venti anni al 60% del pil. Senza sviluppo non si finanzia il debito.

Necessitiamo urgentemente di avere una guida che sia in grado di operare scelte e che non proceda per rinvii, dobbiamo dare segnali forti, incoraggiare le nostre imprese, in particolare le piccole.

Lo sforzo richiesto è imponente, ne siamo consapevoli, e tutti devono contribuire in base alle  possibilità.

Cna per prima conferma tutto il suo impegno in questa direzione.

Auguriamo quindi a tutti gli imprenditori delle ferie che siano le più rilassanti possibili, auspicando un buon rientro ed in ogni caso un autunno meno incerto.

 

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