L'Italia resiste ancora. Produce risultati il forte impegno della CNA

ANCONA – “Dodici anni di mancata crescita. Questa la situazione in Italia”. Sono crude, ma vere, le parole di Enrico Amadei, direttore della Divisione Economica e Sociale della Cna nazionale, ospite della Direzione Provinciale della Cna svoltasi ad Ancona nella serata di venerdì scorso.

Molto bassa la crescita del Pil (minacciato oltre tutto dall’economia criminale e dall’evasione), mancano politiche industriali, scende la produttività, cala l’occupazione: si rendono dunque necessari interventi di lungo periodo in un ambito europeo condiviso. 

Eppure l’Italia è la seconda economia europea dopo la Germania grazie ad una forte esportazione,  ad una grande capacità manifatturiera e ad un settore turistico trainante.

“L’Italia resiste – ha dichiarato Amadei – è prima nel mondo per molti prodotti e può contare su un’economia competitiva”.

Ma gli interventi del Governo per la crescita, pur importanti, sono ancora insufficienti, motivo per cui “alla Cna – ha riferito Amadei – è chiesto di diventare il punto di riferimento dei bisogni delle imprese”.

E Cna lo ha fatto, lo fa ancora, traducendo in risultati concreti alcune delle richieste avanzate.

“Cna ha chiesto – ha spiegato il Direttore della Divisione Economica e Sociale – che gli interventi governativi fossero adatti anche ai due milioni di piccole e piccolissime imprese. Ha spinto sul settore costruzioni (il 25% del mondo produttivo), che soffre da anni di una crisi strutturale, per il quale ha ottenuto la conferma degli sgravi fiscali del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica e l’innalzamento dal 36% al 50% delle soglie di detrazione Irpef. E’ riuscita a far rimandare il Sistri, ad ottenere il pagamento dell’Iva per cassa, giusto per fare alcuni esempi concreti”.

Ora, a parere della Cna, sulla riforma fiscale il Governo sembra prendersela comoda, quando invece c’è un grande bisogno di accelerare. Non è un caso che la produttività in Italia sia più bassa che in altri Paesi, per via di un costo del lavoro più alto e di un costo dell’energia doppio, per esempio, rispetto alla Francia!

Le linee guida della riforma fiscale saranno: revisione completa del catasto, basato sul valore di mercato; revisione della detrazione; diminuzione delle imposte sulle imprese.

UFFICIO STAMPA: DANIELA GIACCHETTI

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