Approvato il disegno di legge di bilancio 2024, novità su fisco, pensioni e lavoro

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 16 novembre, ha approvato il Documento programmatico di bilancio (DPB), trasmesso successivamente alla Commissione UE, alla luce del quadro che era stato delineato dalla NADEF e l’impianto della legge di Bilancio 2024.

Sono state poi esaminate in via preliminare le prime misure in applicazione della delega fiscale per l’attuazione del primo modulo di riforma dell’IRPEF e in materia di fiscalità internazionale con la Global Minimum tax. E’ stato poi approvato un decreto legge con “misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” che stanzia i 3,2 miliardi di anticipo ricavati in deficit dalla NADEF.

L’entità della Manovra finanziaria

Il valore della Manovra finanziaria è di circa 24 miliardi di cui circa 16 miliardi provenienti dall’extra deficit e circa 8 miliardi che derivano dalla riduzione delle spese da parte dei diversi Ministeri quantificata nell’ordine del 5% su tutte le spese discrezionali, eccetto il comparto regione ed enti locali. Si aumentano poi le accise sui tabacchi.

Così come specifica il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Manovra si pone nel rispetto delle regole europee e alla luce della delicata situazione economica, influenzata negativamente dalla spinta dell’inflazione, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza globale causata dal conflitto russo-ucraino e dalla recente crisi in medio-oriente. E’ stata rimarcata in conferenza stampa la particolare delicatezza della congiuntura economica attuale considerando il costo del “servizio” del debito pubblico con circa 13 miliardi di euro di maggiori interessi per effetto delle manovre di politica monetaria restrittiva della Banca centrale europea e circa 20 miliardi di euro di superbonus. Lo “spirito” della Manovra, così come è stato sottolineato, è quello di concentrare le risorse disponibili su poche grandi priorità con particolare attenzione al sostegno delle fasce di popolazione più deboli dall’inflazione. Quali sono le principali misure approvate e cosa verrà inserito in Manovra finanziaria?

Fisco

Come primi passi di attuazione della delega fiscale si accorpano le prime due aliquote IRPEF con una riduzione degli scaglioni da quattro a tre. Più nello specifico fino a 28 mila euro si applicherà il 23%, tra i 28 mila e i 50 mila euro il 35%, oltre 50 mila euro il 43%. Si amplia poi fino a 8.500 euro la soglia della no tax area per i redditi da lavoro dipendente, parificandola a quella per i redditi da pensione. Come si specifica in una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze la contemporanea applicazione della riduzione del cuneo contributivo e della nuova aliquota IRPEF si avrà l’effetto di rafforzare le buste paga dei lavoratori dipendenti fino 1.298 euro annui (per 27.500 euro lordi annui).

Si sterilizza però l’effetto sui redditi più alti, con una riduzione delle detrazioni fiscali per i redditi superiori a 50.000 euro annui, che si applicheranno soltanto sopra la franchigia di 260 euro. Si conferma ancora la flat tax al 15% per gli autonomi. Sulla base del decreto Anticipi poi, per il solo periodo d’imposta 2023 le persone fisiche titolari di partita IVA che nel periodo d’imposta precedente dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170 mila euro, effettuano il versamento della seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi, con esclusione dei contributi previdenziali, entro il 16 gennaio dell’anno successivo, oppure in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio, aventi scadenza il giorno 16 di ciascun mese.

Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi. Dal 1° gennaio 2024 è prevista poi l’entrata in vigore della global minimum tax al 15% per i gruppi multinazionali con fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro. La norma, rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, recepisce la direttiva UE in materia e segue l’approccio comune, condiviso a livello G20 e OCSE, per ridurre le distorsioni dovute ai differenti livelli di tassazione nei Paesi. Nel provvedimento rientra anche un pacchetto di interventi sulla fiscalità internazionale, che introduce regole certe, procedure semplificate per le persone fisiche e le società di capitali residenti in Italia o che intendono trasferire loro sede e attività nel nostro Paese.

Lavoro

In ambito lavoro si conferma in primo luogo anche per il prossimo anno la riduzione del cuneo fiscale in misura pari a 6 punti per i redditi fino a 35.000 euro e 7 per quelli fino a 25.000 euro. Si prevedono poi misure di incentivo all’occupazione in base a quello che è stato definito con l’intendimento “più assumi meno paghi”. In particolare, è stata illustrata l’introduzione di una super deduzione sul costo del lavoro per chi assume a tempo indeterminato pari al 120% per tutte le assunzioni. Arriva fino al 130% per chi assume mamme, under 30, percettori del reddito di cittadinanza e persone con invalidità.

L’aumento della deduzione è accompagnato dall’abrogazione dell’ACE. Questa misura si somma con la decontribuzione per chi assume nel Mezzogiorno, nelle zone economiche speciali, come previsto nel decreto Sud. Per il welfare aziendale si portano strutturalmente i fringe benefit a 2.000 euro per i lavoratori con figli e 1.000 euro per gli altri lavoratori. In prospettiva di conciliazione vita-lavoro si rafforza il congedo parentale e si aumenta il fondo asili nido.

Si prevede poi una decontribuzione per le madri con almeno due figli fino ai 10 anni del più piccolo se i figli sono due, 18 se sono tre. Si stanziano poi oltre 7 miliardi euro per gli aumenti contrattuali del pubblico impiego, di cui oltre 2 miliardi riguardano sanità, cinque sono per i rimanenti settori con particolare attenzione al sistema sicurezza. Per i lavoratori autonomi viene confermato per altri tre anni l’ammortizzatore ISCRO.

Pensioni

Per quel che riguarda i profili previdenziali si conferma con il decreto Anticipi così, come era stato evidenziato nella NADEF, l’anticipo del conguaglio per il 2022 al 1° novembre i per il calcolo della perequazione delle pensioni. Lo schema applicativo è quello previsto nella scorsa legge di Bilancio con un adeguamento pieno del 100% per gli assegni fino a 4 volte la pensione minima, dell’85% per gli assegni compresi tra 4 e 5 volte, si riduce al 53% per le pensioni tra 5 a 6 volte il minimo; 47% tra 6 e 8 volte il minimo, a 37% da 8 a 10 volte il minimo e 32% negli assegni oltre 10 volte il minimo.

Per quel che riguarda i canali di pensionamento si è anticipato che quota 103 verrà rimodulata elevando i requisiti di età anagrafica fermo restando i requisiti contributivi. Ruolo centrale dovrebbe poi avere, così come sottolineato in conferenza stampa dal Ministro dell’Economia, la conferma dell’incentivo a rinviare il pensionamento sul modello del bonus Maroni. E’ stato poi anticipato che APE sociale e Opzione donna dovrebbero confluire in un nuovo strumento in fase ultimativa di elaborazione che dovrebbe consentire di andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi per caregiver, disoccupati, lavori gravosi e disabili mentre con 35 anni di contributi per le donne. Tema che è stato particolarmente evidenziato è poi quello delle pensioni dei giovani “contributivi” con riferimento ai quali dovrebbe essere rivisto il requisito per accedere al trattamento previdenziale. Va ricordato come attualmente sono previste specifiche soglie reddituali per l’accesso alla pensione anticipata (è necessario che l’importo sia superiore a 2,8 volte l’assegno sociale) e alla pensione di vecchiaia (superiore a 1,5 volte pensione sociale).

Imprese

Con la Manovra, sottolinea il MEF, viene approvato anche il piano che riforma la gestione delle garanzie pubbliche che ha l’obiettivo di indirizzare lo strumento su investimenti, anche sociali, che garantiscano un alto valore aggiunto come quelli nelle infrastrutture strategiche e per la transizione tecnologica, verde e digitale delle imprese.

L’obiettivo è trasformare le garanzie in leve per investimenti fortemente addizionali e per coinvolgere gli investitori privati. Viene rinviata poi fino al 1° luglio 2024 l’entrata in vigore della plastic e sugar tax. Per le imprese e per sostenere gli investimenti privati sarà previsto un credito di imposta per coloro che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno. Vengono poi stanziati 1,8 miliardi nel 2024 ai quali si aggiungono le risorse per contratti di sviluppo e nuova Sabatini.

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