Le Pmi italiane, un’opportunità per superare il paradosso del Congo

Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma il pre-vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari per definire le future strategie e le iniziative per favorire la sicurezza alimentare e la sostenibilità. Al centro del dibattito l’impatto della pandemia sui sistemi alimentari e l’importanza di una transizione ambientale. Si tratta della prima parte del summit la cui conclusione è prevista a settembre a New York.

Tante le delegazioni internazionali partecipanti e tra queste quella della Repubblica Democratica del Congo il cui Ministro dell’agricoltura, M’Zinga Birihane Désiré, questo pomeriggio ha voluto approfondire le opportunità di collaborazione nell’ambito dello sviluppo agricolo e della sicurezza alimentare che possono essere sviluppate con il mondo della piccola e media impresa italiana. A tal fine il Ministro ha fatto visita alla sede della CNA dove ha incontrato il direttore della Divisione Economica e Sociale, Claudio Giovine; il responsabile dell’Ufficio Promozione e Mercato Internazionale, Antonio Franceschini; il responsabile Nazionale CNA Agroalimentare, Gabriele Rotini.

Il Ministro ha parlato del paradosso Congo, una Paese estremamente ricco di materie pregiate come oro, diamanti e cobalto che però vede parte della popolazione in situazione di carestia e per questo la necessità espressa dal Governo di Kinshasa di sviluppare e sostenere un piano alimentare legato all’agricoltura anche attraverso progetti di cooperazione.

A comporre la delegazione congolese, tra gli altri anche Julie Tshilombo, coordinatrice aggiunta delle risorse esterne e per il monitoraggio dei progetti presso la Presidenza della Repubblica Democratica del Congo,  che ha nello specifico illustrato le azioni tese a sviluppare imprenditoria femminile.

Un territorio quello del Congo di oltre 2.300.00 kmq con oltre 65 mln di ettari di terra a disposizione per essere coltivati.

L’incontro organizzato grazie alle relazioni instaurate da CNA con l’Italia Africa Business Week ha fatto emergere come le imprese italiane della meccanica agricola possano essere di particolare supporto allo sviluppo di un tessuto agroindustriale nel Paese africano e come anche attraverso l’esperienza condotta dagli imprenditori del settore alimentare possano essere costruiti programmi informativi e formativi tesi a diffondere una corretta dieta che possa essere sia equilibrata che legata al contesto locale.

Claudio Giovine nel suo intervento oltre a portare i saluti della Confederazione ha illustrato il valore aggiunto del nostro sistema economico basato sull’artigianato e le Pmi mettendo in evidenza come questa sia la cifra su cui ragionare per poter realizzare azioni sostenibili che trovino radicamento nel territorio. Antonio Franceschini ha rappresentato alla delegazione congolese le esperienze della CNA a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane e come anche attraverso le attività della Cooperazione italiana e di ICE Agenzia con il coinvolgimento della Farnesina possano essere realizzati progetti che portino valore sia alla crescita economica e industriale della Repubblica Democratica del Congo così come opportunità per le imprese italiane. Gabriele Rotini si è poi soffermato sulle azioni di formazione dedicate alla sicurezza alimentare portate aventi da CNA.

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