La vicepresidente Calabria a Parma: nel contrasto all’emergenza energetica vanno coinvolte concretamente le piccole imprese

Caro bollette, efficienza energetica, nuove tecnologie. Queste tre sfide impegnative per artigiani e piccole imprese sono state al centro della 76esima assemblea annuale della CNA di Parma, alla quale ha tra gli altri partecipato la vicepresidente nazionale, Elena Calabria. Un evento che si è trasformato in un importante momento di confronto focalizzato sulla grave crisi energetica e sul preoccupante impatto economico che sta mettendo a rischio l’intero sistema produttivo italiano.

Il convegno si è iniziato con i saluti istituzionali del prefetto Antonio Lucio Garufi e del presidente della provincia Andrea Massari per poi proseguire con l’introduzione del presidente di CNA Parma, Paolo Giuffredi, il quale ha espresso forte preoccupazione: “oggi ci troviamo nel bel mezzo della più grave crisi energetica che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare dal dopoguerra ad oggi. È l’intero sistema produttivo italiano che è a rischio. CNA sta cercando di trasmettere al mondo della politica il senso di questa assoluta emergenza e della necessità che vengano assunti provvedimenti adeguati all’eccezionalità della situazione”.

E’ stata quindi la volta della presentazione dell’indagine di CNA Nazionale, dal titolo: “Caro Energia: l’avvio della crisi e il picco dei prezzi energetici”, a cura di Barbara Gatto, responsabile dipartimento Politiche ambientali CNA Nazionale. Barbara Gatto ha riportato le principali evidenze sulle bollette degli ultimi 18 mesi di un campione di aziende associate: il fenomeno del caro energia ha effetti trasversali, seppur differenziati, su tutte le tipologie di imprese. Pur con evidenti diversità legate al tipo di fornitura e di contratto, si può affermare che nei primi 7-8 mesi del 2022 i costi energetici sostenuti dalle imprese sono triplicati rispetto allo stesso intervallo temporale del 2021, ma per alcune tipologie d’impresa sono addirittura più che quadruplicati. Ciò porta a riconsiderare il concetto di impresa energivora/gasivora, evidenziando l’esistenza di “aziende ad elevata spesa energetica” in considerazione dell’incidenza delle bollette sui costi totali di produzione.

L’iniziativa è quindi proseguita con una conversazione su “Efficienza energetica, nuove tecnologie e caro bollette: le sfide future delle Pmi”, condotta dal capo redattore del Corriere della Sera, Stefano Agnoli, cui hanno partecipato la senatrice Silvia Fregolent, l’assessore allo Sviluppo economico, Green economy, Lavoro e Formazione della regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, di un componente del collegio di Arera, Gianni Castelli, e di Elena Calabria, vicepresidente nazionale della nostra Confederazione. Elena Calabria ha sottolineato prima di tutto l’impatto devastante che la crisi energetica sta avendo sulle imprese, un impatto che arriva da lontano. “Come CNA abbiamo raccolto le preoccupazioni delle imprese fin dalle primissime fasi del loro emergere, poco meno di un anno fa, ma ora i rischi per il sistema sono sempre più preoccupanti”, ha evidenziato. In relazione alle politiche di contrasto alla crisi energetica, la vicepresidente nazionale della CNA, dopo aver ricordato come di fronte all’emergenza persistente non si può fare a meno di misure quali i bonus, ha presentato le principali proposte della CNA. “Non è più rinviabile – ha puntualizzato – una riforma della bolletta energetica attraverso la fiscalizzazione degli oneri generali di sistema, una misura che chiediamo da anni, per rendere la bolletta più rispondente a criteri di equità e per evitare il gap concorrenziale che le piccole imprese soffrono da anni rispetto alla concorrenza estera”. E per coinvolgere effettivamente le piccole imprese nella transizione energetica, Elena Calabria ha ribadito l’ambiziosa, ma percorribile nell’immediato, proposta della Confederazione sullo sfruttamento del potenziale rappresentato dalle sedi produttive delle piccole imprese per installare impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili. Un’azione che potrebbe coinvolgere in breve tempo non meno di 125mila capannoni se fosse accompagnata da una effettiva semplificazione burocratica dei processi autorizzativi e dall’introduzione di un credito d’imposta pari al 50 per cento sulle spese sostenute per l’installazione degli impianti, sulla falsariga di quanto avviene già per le famiglie.

Al termine, il presidente di CNA Emilia Romagna Paolo Cavini ha reso noto l’avvio da parte della Confederazione regionale di una task force “Energia”, allo scopo di offrire informazioni aggiornate e affidabili in materia. In stretta collaborazione con l’Osservatorio Ripartenza di CNA Emilia-Romagna, inoltre, verranno fornite anche informazioni aggiornate sui bandi e le opportunità per le imprese in merito ai temi energetici.

 

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