La moda “Made in Ancona” protagonista a Genova Jeans

CNA Federmoda Ancona è stata protagonista nei giorni scorsi di Genova Jeans, la manifestazione giunta alla III° edizione, che la città ligure dedica al capo di abbigliamento più iconico che secondo la tradizione sarebbe nato proprio qui.

La kermesse ha previsto un articolato programma di iniziative nel corso dei quattro giorni di manifestazione: dall’allestimento di una esposizione collettiva presso il Jeans Lab al Fashion, entrambi svolti nel centro storico della città.

Alla manifestazione hanno partecipato tre artigiane di CNA Federmoda Ancona: AB di Alessia Barbarossa di Genga, La Congrega di Valeria David di Ancona e Monia Sartoria Italiana di Monia Bastianelli di Chiaravalle, a cui si sono aggiunti dalle Marche Dienpi e Cristiano Torricelli di San Benedetto e l’Accademia di Belle Arti di Macerata.

A lanciare l’evento, giovedì scorso è intervenuto il presidente nazionale CNA Dario Costantini, che ha spiegato come CNA abbia aderito a Genova Jeans con l’ottica di supportare una iniziativa di grande prospettiva, in cui la moda e la creatività possono avere un forte impatto andando ad innescare un circolo virtuoso che può portare occupazione, riqualificazione territoriale e stimolare nuovi percorsi turistici.

Soddisfatte le tre artigiane anconetane, che hanno presentato le loro collezioni a esperti del settore internazionali, giornalisti da tutta Italia, classi di studenti in visita e potenziali clienti.

“Per quanto mi riguarda – ha affermato Valeria David – la manifestazione ha confermato ancora una volta l’importanza della vecchia tradizione del jeans che mostrata può dare vita a nuove produzioni e dunque attingere agli archivi dei capi del passato della nostra Banca Dati del Tessile, migliaia di pezzi di ogni epoca e diversissime provenienze diventa fonte di nuova ispirazione”.

“Sono estremamente soddisfatta di questa partecipazione – le fa eco Monia Bastianelli – poiché mi sono sentita in sintonia, quello che creo si ispira al passato ma viene realizzato con l’utilizzo di deadstock, ovvero tessuto di fine serie che altrimenti andrebbe buttato. L’evento mi ha offerto la possibilità di conoscere alcuni guru del jeans mondiale e di ricevere preziosi consigli da loro per la mia attività, nonché di confrontarmi con colleghi da tutta Italia”.

È tornata contenta anche Alessia Barbarossa che ha affermato: “Queste manifestazioni sono una boccata di ossigeno per una giovane artigiana come me, porto a casa tanti spunti interessanti dalle mostre dedicate alla filiera del jeans e quelle in cui hanno esposto artisti ispirati al jeans, che abbiamo visitato in giro per la città nei quattro giorni di eventi”.

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