La forza di CNA nel Paese: la politica ascolta, le imprese parlano

Una delegazione numerosa e qualificata di imprenditrici e imprenditori della CNA di Ancona ha partecipato giovedì 5 decambre all’Assemblea Nazionale 2025 della CNA: un appuntamento importante per il mondo dell’artigianato e della piccola impresa, che quest’anno ha messo in luce con particolare forza le priorità e le attese del nostro sistema produttivo.

Una delegazione che ha portato a Roma l’esperienza, le competenze e anche le preoccupazioni di un territorio che vive ogni giorno, con grande lucidità, le trasformazioni economiche in atto: lavoro, energia, credito, semplificazioni, transizione ecologica e digitale. Temi che guidano la nostra attività quotidiana e che rappresentano oggi le vere discriminanti tra crescita e arretramento.

La relazione del Presidente nazionale Dario Costantini, confermato all’unanimità, ha dato corpo e peso a questi temi, restituendo il quadro di un Paese che ha bisogno delle sue imprese più di quanto sia disposto ad ammettere. Non è un caso che l’Assemblea sia stata attraversata da un filo rosso: l’urgenza di restituire centralità alla piccola impresa come valore economico, culturale e sociale. Un’urgenza condivisa anche dalle istituzioni presenti. Le parole del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, hanno richiamato l’Europa alla responsabilità della semplicità e dell’efficacia, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha ricordato che la stabilità è un bene essenziale per chi investe e che il ceto medio produttivo – quello rappresentato dagli artigiani – è la spina dorsale del Paese. Nel suo messaggio, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito gli artigiani “motore dell’economia nazionale e anima del Made in Italy”, sottolineando come il Governo intenda tutelare proprio quella parte dell’Italia che non delocalizza, non si arrende e non rinuncia a creare valore.

Accanto ai grandi temi nazionali, per la delegazione di Ancona è stato un momento prezioso di confronto interno, di ascolto reciproco, di senso di appartenenza: una comunità fatta di persone, con storie e visioni diverse, ma unite dalla consapevolezza che fare impresa oggi richiede un’associazione capace di rappresentare, interpretare e incidere.

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