Quando si parla di nautica italiana, il pensiero corre subito agli yacht. Ai cantieri che detengono quasi la metà degli ordini mondiali di superyacht, ai numeri da primato che ogni anno alimentano una narrazione di eccellenza. Una narrazione vera, ma incompleta.
Perché dietro ogni imbarcazione che lascia un cantiere marchigiano c’è un mondo che raramente sale sul palco. Sono i tappezzieri, i falegnami, gli impiantisti elettrici e idraulici, i meccanici, i produttori di componenti, i manutentori. Imprese con cinque, dieci, venti addetti che lavorano spesso senza sapere esattamente dove finirà il pezzo che hanno costruito. Imprese che nei codici Ateco non risultano “del settore nautico”, ma che la nautica la tengono in piedi ogni giorno.
I dati del Nono Rapporto CNA Nautica lo dicono con chiarezza: le imprese con meno di cinquanta addetti rappresentano il 98,2% della base produttiva, occupano il 62,8% della forza lavoro, contribuiscono per oltre un terzo al valore aggiunto complessivo. Eppure faticano a essere riconosciute come operatori della nautica a tutti gli effetti, ad accedere agli incentivi pensati per il comparto, a far pesare le proprie esigenze quanto pesano quelle dei grandi. Se la politica industriale continua a disegnare il perimetro della nautica attorno ai soli cantieri, le misure di sostegno arriveranno sempre e solo a una parte della filiera. La parte più visibile, non necessariamente quella più bisognosa di accompagnamento.
Questa è la ragione per cui CNA Nautica Ancona organizza ogni anno i B2B del settore nautico. Non per celebrare il settore, ma per lavorarci dentro. Per portare cinquanta piccole imprese a sedersi di fronte ai principali Cantieri italiani. Per costruire relazioni che il mercato da solo non costruisce, perché il mercato premia chi è già visibile e lascia ai margini chi non ha struttura per farsi trovare.
CNA chiede che i fabbisogni degli operatori della nautica vengano considerati insieme a quelli dei cantieri. Perché la filiera non è un accessorio del cantiere: è la condizione perché il cantiere esista. Le imprese che abbiamo incontrato mercoledì alla Mole sanno già dove vogliono andare. Noi siamo qui per accompagnarle.
Lucia Trenta – CNA Nautica Ancona
