La CNA di Jesi: rispetto al 2022 la città perde 167 imprese, urgente sovvertire la tendenza con politiche attive e mirate

Dopo un triennio segnato prima dalla bolla pandemica, con tutti i suoi pesanti effetti sul tessuto imprenditoriale, e poi dalle dinamiche fortemente negative legate alle crisi geopolitiche innescatesi, con un generale aumento dei costi a tratti e per alcune materie decisamente insostenibili, è giunto il momento di tracciare un bilancio relativo all’andamento delle imprese nel territorio di Jesi per quanto riguarda il 2023, un anno che ha visto il definitivo superamento delle restrizioni sanitarie legate alla diffusione del Covid 19 e un generale rientro rispetto ai dati dell’inflazione.

Queste le parole di Marco Silvi, Responsabile sindacale CNA di Jesi e Vallesina: “Se consideriamo i dati del saldo tra aperture e chiusure nella Provincia di Ancona, possiamo notare come le aziende jesine dimostrino una certa tenuta rispetto a tendenze anche fortemente negative. Nello specifico, all’interno del Comune di Jesi, il numero delle imprese attive alla fine del 2023 cala del 4,9% rispetto all’anno precedente, ciò testimonia che purtroppo le attività cessate hanno superato le nuove aperture con un saldo finale di 167 aziende in meno rispetto al 2022, tale dato però risulta inferiore a quello dell’intera Provincia che fa invece registrare un calo del 6,2%.

Non c’è sicuramente da trovare alcun giovamento da questo dato, oggettivamente allarmante per la Città natale di Federico II, a prescindere da una sostanziale tenuta rispetto ai dati di territori vicini o al saldo provinciale. Andando più nello specifico, Jesi perde ben 95 attività nel settore legato ai Servizi mentre Industria e Costruzioni fanno registrare rispettivamente 17 e 23 p.iva in meno rispetto al 2022. In sintesi, il quadro economico non è certamente positivo e risente ampiamente di questioni non tanto locali, quanto piuttosto nazionali e soprattutto internazionali.

L’auspicio è che possano essere innescati fattori in grado di sovvertire questa tendenza a livello ovviamente sovraterritoriale, mentre, rimanendo nel quadro locale, l’obiettivo chiaro è far si che lo scossone che inevitabilmente genererà il nuovo ed imponente stabilimento Amazon possa essere governato nella maniera più opportuna, incanalando risorse e situazioni positive per tutto il tessuto imprenditoriale jesino.”

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